lunedì 16 novembre 2009

AT 22.25 P.M





Parentesi riflessiva in questo minuto, riflessiva ma non propriamente "pensante".
Pensiero libero, libere associazioni mentali, non sorrette dalle fondamenta categoriali di cui si avvale la ragion comune, o una qualsiasi "comune ragione".
Quì, proprio quì ma altrove, in un posto così lontano che mai potrò raggiungere, che nessuno al mondo potrebbe raggiungere ad eccezione delle persone che ci abitano, questi scampoli di pensiero vengono colti, elaborati, tessuti con una devozione che solo la Vera Passione conosce (e sì che le si attribuiscono soltanto le prodezze e le follie della carne!) ed altri pensieri li rincorrono, li seguono, si accodano e insieme danzano. Come note buttate a caso sullo spartito da un genio pazzo, che non significano nulla da sole, forse non sembrano significare nulla neppure così - a vederle scritte insieme - stanghette e pallini pieni, pallini vuoti, chiavi di violino arricciolate, e invece sottintendono e ricreano la nascita della materia, il miracolo di perfezione dell'attimo in cui dal nulla, dal non essere nasce l'essere, il mistero della Creazione stessa.
Dal niente si crea il tutto, se è vero allora, dal tutto si può ricavare il niente. Lo so, per i fisici non c'è sillogismo più falso! Ma in questo momento i miei neuroni "bradi" lo percepiscono come principio assoluto e certo.
Come in un puzzle in cui ogni tessera è parte del tutto, ma se le metti insieme non ottieni il disegno della copertina, soltanto la sua cornice, che ti guarda, vuota. = Così i pezzi che per me sono tutto, che compongono tutt'intera quella che sono, perchè ogni pezzo è una parte di me...presi così, tra le dita...semplicemente non esistono, non sono niente per me, non significano nulla.
E quindi io non rappresento nulla per nessuna tesserina del puzzle, che in quanto tesserina però esiste, ha una sua propria vita, vede il sorgere del sole ogni giorno e il suo tramontare e poi la luna e le stelle e il passare delle stagioni; solo che per lei, di sicuro, non hanno lo stesso sapore e odore che invece ci sento io. Be', il motivo percui le stesse cose non sono percepite nello stesso modo, per la tesserina del puzzle che è una parte di me, così come per ogni altra tesserina - è non solo che anche se fa parte di me (e perciò è una mia componente essenziale!) in sostanza "non è me", ma è anche e soprattutto il fatto che non mi porta dentro, che non mi respira e non mi cammina e non guarda dove io guardo e anche se lo facesse, non vedrebbe mai con i miei occhi quello che invece vedo io.
Mi sono un po' incasinata, lo so, - d'altra parte senza le summenzionate categorie di pensiero logico il linguaggio si fa ingarbugliato, è il lato destro del cervello che predomina e sono i cavalli che scalpitano senza redini a farli rigare dritto!- ma in sostanza la domanda è: come posso io (la mia mente, la mia anima o qualunque organo o altro sito del mio essere in cui dimori la mia percezione di me stessa , n.d.a) essere costituita, composta per così dire da pezzi che mi hanno perso, per i quali io non sono nulla e loro infondo nulla sono per me? come possono costituirmi se di fatto per me non esistono? (anche se, lo abbiamo detto, hanno una loro vita propria)

Mah...!
Forse non è che non esistono.
Forse esistono.
Forse, anzi, sono quì...proprio quì!, ma lontani.
Così lontani che non potrò mai raggiungerli, nè mai loro potranno raggiungere me,
e neppure cessare, neanche per un attimo!, di essere completamente, profondamente, visceralmente...
...parte di me!

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