domenica 25 aprile 2010

CENA AL BUIO

Stasera io, la Lela e la Fra abbiamo fatto un'esperimento semi-serio: una cena completa (dall'aperitivo al dolce) completamente al buio! Nessuna luce, nessun led, nessun punto di riferimento. Questa idea nacque un po' di mesi fa, ormai non ricordo neppure io come, probabilmente pensando a come cambierebbe la nostra percezione della realtà se venissimo privati di alcune informazioni che sfruttiamo abitualmente: in particolar modo la vista, che è forse il primo senso a cui ricorriamo per conoscere il mondo, ma anche per orientarci e stabilire la nostra posizione rispetto alle cose. Le curiosità erano tante: avremmo resistito per tutta la durata della cena, oppure ci sarebbero state ansie, attacchi di panico, crisi esistenziali (che peraltro non mancano mai! nemmeno sotto il sole di agosto! :-D)??? Oppure avremmo rovesciato le vivande, scoppiando a ridere come oche giulive, pregiudicando comunque la riuscita dell'"esperimento"?... Che effetto avrebbe fatto assaporare qualcosa che non si vede? Qualcosa che non si è mai visto, qualcosa che non sai neanche cos'è... E poi...saremmo state tutte assorte a trovare e centrare la bocca, penalizzando la conversazione? Sorprendentemente, non è successo niente di tutto questo! Abituarsi all'oscurità è stato facile, e pressocchè immediato; l'olfatto e il gusto hanno supplito egregiamente all'assenza della vista, affinandosi e permettendoci comunque di riconoscere uno ad uno gli ingredienti della cena: il farro, il tonno, la mozzarella e le lenticchie della prima portata, la fetta di limone nell'aperitivo, gli amaretti e il Sassolino nel dolce... ...uniche due difficoltà tecniche riscontrate: riempire il bicchiere al punto giusto, e finire il cibo nel piatto senza usare le dita!!!! :-DDDD spazio a video e immagini!!!































2 commenti:

  1. Felicissima di aver fatto questa esperienza. Sono stati momenti divertenti, ma allo stesso mi hanno dato lo spunto per riflettere seriamente sulle mie quotidiane paure, che spesso sono troppo accentuate. Soprattutto mi ha fatto capire quanto sono fortunata a sapere che c'è davvero un posto che si chiama "casa", in qualsiasi condizione io mi trovi.

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  2. Piccola, sono commossa! Anche io e Lela insieme a te ci sentiamo "a casa"...lo sai bene!E grazie di aver aderito a questo "esperimento"...so bene quante poche persone siano in grado di apprezzare questo genere di cose, e qualunque cosa esca un po' dalla normalità.
    G R A Z I E !!!!

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