lunedì 29 novembre 2010

E UN ANNO SE NE VA....Tempo di bilanci

Sta per finire un altro anno, fra pochi mesi ne compirò 30. Non mi sembra vero! E poi non me li sento, trent'anni! Io, che adoro guardare i cartoni giapponesi e che, cascasse il mondo, non posso farmi trovare senza un degno costume a carnevale o per la notte di Halloween, sto per entrare nei famosi "enta". L'età del giudizio, della "maturità".
Nel mio mondo, intendo dire nella provincia di Modena di questi anni, a trent'anni un uomo o una donna di media cultura e di media volontà possono già raccogliere i primissimi frutti delle precedenti fatiche. Sempre che ne abbiano fatte (di fatiche, intendo!) e sempre che abbiano avuto un pizzico di fortuna, che non guasta mai!



Facendo un bilancio del 2010, ormai agli sgoccioli..: sì, posso dire di rientrare a pieno titolo in questa categoria. Proprio quest'anno, infatti, sono riuscita ad "accasarmi", nel senso, diciamo, "etimologico" del termine.

Non mi sono sposata (anche con tutta la buona volontà, sarebbe stato difficile poter sposare quella che ormai è la mia compagna e convivente da 7 anni. Almeno alle nostre latitudini! C'è ancora qualcuno che - se pure volessimo farlo - ce lo impedirebbe sostenendo che due persone appartenenti al medesimo sesso non possono formare una famiglia. :-O ) Però ho comprato casa! Naturalmente dividendo le spese, il fardello del mutuo, le gioie e le immense soddisfazioni con la mia summenzionata partner (leggi "moglie").

Qualche soddisfazioncina è arrivata anche sul fronte lavorativo, e, anche se all'atto pratico non è cambiato granchè, è bello sapere che qualcuno si è accorto degli sforzi fatti! :-)

Dal punto di vista relazionale... stendiamo un velo pietoso? Ma infondo no, perchè? Il 2010 mi ha aperto gli occhi anche sugli affetti che sentivo più cari, su persone che avrei creduto per sempre al mio fianco e che invece mi hanno scaricato alla prima difficoltà (o forse dovrei dire "non appena non ho fatto più comodo"?). Anche se lo sa Dio se sono orgogliosa, non mi vergogno di ammettere che è andata così, che io sarei passata sopra (quasi!) qualsiasi cosa pur di non far morire un'amicizia che ritenevo speciale, mentre dall'altra parte lo stesso sentimento è stato vissuto come un limite. Sì lo so, questo è quello che ho avvertito io, può darsi le cose non stiano proprio così ma in ogni caso il risultato è lo stesso. Se ti accorgi che una persona a te cara se ne va, non stai a guardare chiuso nel tuo orgoglio.
Non è la prima volta che succede, ma questa volta avrei giurato che sarebbe andata diversamente. E il colpo l'ho sentito forte e amaro, come un pugno nello stomaco quando meno te lo aspetti.


Ma va bene così. Un insegnamento in più, un altro po' di dolore che servirà a farmi crescere, e a farmi capire che non bisogna mai donarsi completamente agli altri: mai credere di conoscere tanto bene i sentimenti di qualcuno. Ognuno di noi conosce solo i propri, e spesso l'errore è attribuire agli altri quello che sentiamo noi.
Per ogni porta chiusa, comunque, si apre sempre un portone. Perciò quello che farò è aspettare che passi di quì qualcuno con le stesse corde mie: ho già cambiato una nota nella sinfonia dell'Universo e ne attenderò i frutti dando valore a chi mi arricchisce e togliendone a chi invece mi toglie energie e sorrisi.


 

Esaminando i movimenti in dare, trovo che non ho nulla da recriminare.
Sono pienamente soddisfatta di quest'anno, della mia vita e di chi, ogni giorno, l'affronta al mio fianco succhiandone il buono e sopportandone le amarezze...grazie per aiutarmi a vedere sempre il blu dietro alle nuvole!







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