martedì 29 maggio 2012

TERREMOTO IN EMILIA ROMAGNA: VIVERE NELLA PAURA

Ore 9.00 - Modena, Centro Comm.le xxxxx
L'addetta alla sicurezza sta aprendo la prima porta. Ha appena dato l'okay alla collega che si trova all'altro lato del Centro Commerciale, per l'apertura del  terzo e del quarto ingresso.
"Vai, bella.!"
"Okay, apro!"
La prima ragazza chiude la telefonata. Toglie i lucchetti alla porta esterna lato Gelateria, e ed ora pigia il tasto "Automatico" sulla centralina dei selettori della porta antipanico.
Quella addetta alla sicurezza sono io.
Improvvisamente mi gira la testa, sento un terribile ronzìo nelle orecchie. Mi sembra che il cervello galleggi nel cranio. Nella prima frazione di secondo penso di aver avuto un capogiro, ma poi capisco che in realtà sto benissimo, almeno per il momento, e che quella terribile sensazione di vuoto sotto i piedi, di un'agghiacciante assenza di gravità, è in realtà un violentissimo terremoto. Il secondo veramente forte, dopo la prima scossa di domenica 20 maggio.
Ma devo mantenere la calma, o almeno provarci, perchè le commesse dei negozi si sono fiondate nei corridoi della galleria colte da un giustificatissimo panico, e non sarei di aiuto se cedessi anche io alla paura. Eppure ne ho tanta. Nel frattempo la scossa è finita, ed ora che fare? Mentre procedo verso il secondo ingresso alcuni clienti entrano. Dovrei farli restare fuori? Non riesco a raggiungere il Responsabile della Sicurezza perchè le linee sono intasate, e in ogni caso le commesse dei negozi in prossimità del secondo ingresso hanno bisogno di raggiungere l'uscita più vicina: non ho il tempo di bloccarli. Passa qualche minuto che sembra un'eternità, in cui il panico deriva più dal non sapere cosa fare che dal terremoto in sè, infine arriva la Direzione e pone me e i miei colleghi a presidiare gli ingressi perchè la gente non entri.
Incredibile ma vero, anche in occasione di una tale calamità naturale la gente non pensa che a fare shopping!  Qualche cliente tenta di eludere la mia sorveglianza, fortunatamente lo blocco prima che possa entrare e farsi seriamente male, qualcun altro sembra contrariato e perplesso dal divieto di ingresso.
Gli addetti invece non vedono l'ora di abbandonare il Centro Commerciale, e si fiondano fuori, nei punti di raccolta. Loro vogliono solo raggiungere i propri cari, sono in preda al panico perchè il marito, la moglie, la mamma non rispondono, e il bambino è a scuola, come staranno?
Sinceramente, messi in sicurezza gli addetti e i clienti, e naturalmente me stessa e i colleghi, raggiungere Lela è il mio primo pensiero.
Un tentativo dopo l'altro, tutti stupidi, certo - perchè in casi come questo bisogna assolutamente evitare di intasare le linee telefoniche, ma anche del tutto inutili.
Saperla a 30 km da me, al lavoro in un altro centro commerciale, meno stabile di quello in cui mi trovo io e comunque più vicino all'epicentro, mi fa uscire di testa. Mille pensieri mi affollano la mente: devo essere lucida. Come posso aiutare, svolgendo al meglio il mio lavoro? Dove è maggiormente richiesta la mia presenza? Ma alla fine, quanto è utile la mia presenza? In realtà non riesco a pensare ad altro che a lei, non posso e non voglio credere che le sia capitato qualcosa, anche se in occasione della scorsa scossa violenta il suo posto di lavoro si era rivelato tutto fuorchè sicuro..
Insisto a chiamarla...riesco a prendere la linea ma squilla libero, non risponde...Oddio, no! Non può essere! Solo tre ore fa mi ha salutato, mi ha promesso un pomeriggio rilassante in sua compagnia...
Il ricordo delle sue ultime parole dolci mi lacera dentro...
"Lety, vai in Sala Controllo e prepara 10 cartelli di avviso per la clientela: CAUSA TERREMOTO OGGI IL CENTRO COMMERCIALE APRIRA' ALLE 12.00".
Assurdo, penso, giusto il tempo di riallestire la merce caduta dagli scaffali e poi pensano di riaprire come nulla fosse. Ma queste sono le direttive, e le eseguo.
O perlomeno ci provo! Non faccio in tempo a sedermi al computer che qualcuno mi chiama a gran voce: un'addetta alle pulizie si è sentita male, bisogna soccorrerla! Basta un cenno al Responsabile di Sicurezza e gli cedo il posto mentre mi fiondo fuori. Sul cortile davanti all'ingresso A individuo tra la gente raccolta in abbracci e pianti un capanello di persone intorno ad un cencio verde: la divisa dell'addetta colta dal malore. Mi avvicino e inizio subito a comporre il 118. Squilla a lungo prima che riesca a parlare con l'operatore del Pronto Soccorso.
  Un'altra signora, forse una cliente, anch'essa impegnata a chiamare un'ambulanza, ha più fortuna di me.
"Pronto! E' il Centro Commerciale xxxxxx  , serve un'ambulanza! Subito!"grida al cellulare.
Le faccio cenno di passarmi il telefono e la donna, un po' riluttante, lo fa.
"Buongiorno," cerco di mantenere la voce calma, anche se dentro mi sento ribollire il sangue, perchè l'addetta delle pulizie sta sudando e sembra aver perso la parola, e non è tanto giovane e non so cosa possa avere - anche se sospetto una forte crisi di panico "Centro comm.le xxxxx,  via xxxxxxxx di Modena. Una donna sui cinquanta-sessanta anni si è sentita male, suda e non riesce a parlare..."
   "Non sente più le gambe!" grida un ragazzo accucciato su di lei.
Lo ripeto all'operatore, ben sapendo quanto sia importante fornire quante più informazioni possibili in questi casi, ma la risposta dell'operatore sanitario mi gela:
"Mi dispiace, ma purtroppo abbiamo tre morti e tantissimi feriti, non possiamo occuparci della signora..."
Fortunatamente poco dopo arriva il figlio, così io torno dentro a presidiare il centralino.
Gli addetti sono nel panico, vorrebbero andarsene ma le direttive sono diverse, i responsabili verificano la struttura e valutano il da farsi...la gente chiama per sapere se siamo aperti, qualcuno fa addirittura battute poco felici sul fatto che non possiamo prevedere la prossima scossa. 
Poi il mio cellulare squilla, e una voce amica mi dice che Lela sta bene, è in macchina. 
Dal sollievo scoppio a piangere, mi sento una donna nuova. Vorrei solo essere con lei. 
Poco dopo lei citofona al campanello dell'ingresso dipendenti. Mi fiondo fuori e ci abbracciamo, stai bene, sì ma da me è crollato tutto, qualcuno si è fatto male...Non avevo il cellulare con me!
Torno dentro, la tensione è sempre forte ma almeno ora sono tranquilla. Poi la terra trema un'altra volta. Manca poco alle 12,00, e ormai è chiaro che non apriremo il centro. 
Per fortuna. Ora bisogna fare il giro di chiusura. Tu chiudi l'iper, io gli uffici, poi penseremo alla galleria. Okay, capo.
Ma ci sono ancora degli addetti dentro, e un nuovo scossone fortissimo, alle 12,56, ci convince ad uscire sul cortile e a restarci. 
Lei mi sta aspettando in macchina. Mi avvicino e lei si infuria perchè non mollo tutto e non me ne vado, come hanno fatto i commessi. Le rispondo che non posso, è il mio lavoro. 
Alle 14,00 un collega mi sostituisce, rimarrà da solo fino alle 18,00 e poi se ne andrà a casa. Non mi sento tranquilla a lasciarlo lì, ma io abito a Carpi, molto vicino all'epicentro, e non ho ancora visto la mia casa in che condizioni è. 
L'abbiamo appena acquistata, accollandoci un mutuo trentennale, ed è il frutto dei nostri sogni, arredata e pensata su misura per noi. La amiamo, la amo, è parte di me. Devo vedere come sta, dato che non è di recente costruzione. 
Così vado a casa. In auto, le notizie che piovono dalla radio sono tutt'altro che rassicuranti. Ci saranno altre scosse, forse persino più violente di queste. Lela mi precede con la sua auto. 
Entriamo circospette nella palazzina deserta, che almeno all'esterno non sembra aver riportato danni. 
Anche dentro è tutto normale, forse le scale hanno qualche lesione in più, ma non sembrano pericolose.
L'appartamento è a posto, a parte il fatto che si è aperta l'anta della parete della sala in cui custodivamo i liquori, e che il pavimento è un puzzle di libri e vetri rotti e alcol. 
Riempiamo due zaini con un cambio di biancheria, acqua e bibite, confezioni di bresaola rimaste dall'ultima spesa e ci accampiamo in macchina, nel cortile del palazzo, spero abbastanza lontano per schivare un possibile crollo.
In garage ho tutto l'occorrente per passare una notte fuori. Mi armo di prolunga e grazie alla connessione wi-fi disponiamo di internet e di notizie in tempo reale. Non ci annoieremo neanche un po', mi sa...
Come in campeggio, dai.
Già. Solo che la terra non la smette di tremare. Solo che sono in piedi dalle 4,00 e domani devo aprire l'iper alle ore 4,00, il che significa che dovrei svegliarmi alle 3,00. Sempre se riesco a dormire un po'.
Solo che non so quando potrebbe venire una nuova scossa forte. A giudicare dalle ultime, temo presto. 
Magari proprio domani, con la gente a fare la spesa. 
Dio, speriamo di no!
Speriamo la smetta!
Speriamo che Madre Terra abbia pietà di noi!


Ecco le terribili foto della nostra zona...







giovedì 24 maggio 2012

TRENTINO, VAL DI FASSA

Mai regalo fu più gradito di quello che mi ha donato il mio cuoricino per i miei 31 anni:
un luuuuungooooo week-end (da Domenica a Giovedì) in Val di Fassa, meravigliosa zona del Trentino!
Siamo partite domenica 20 maggio, poche ore dopo il terribile terremoto che si è abbattuto sulla nostra regione e sulla nostra provincia, dopo un pessimo risveglio alle ore 04,04 del mattino. 
  (Mi propongo di dedicare un post a questo argomento:  non potrei far passare sotto silenzio qualcosa che ha toccato così da vicino la mia gente e anche me sebbene, grazie al Cielo, la mia abitazione e la mia vita non abbiano subito alcun danno.  Ma questo post deve rimanere un'isola felice, il chiaro ricordo di quattro giorni paradisiaci trascorsi in una terra meravigliosa e stupefacente, che toglie il fiato per la sua bellezza.) 
Dopo qualche ora di lavoro, siamo arrivate all'Hotel di Soraga (TN) "La Madonnina" alle ore 14,00,appena tre ore dopo aver imboccato l'Autostrada. 
A causa della pioggia insistente siamo rimaste in Hotel tutto il pomeriggio, a spassarcela nel Centro Benessere dell'Hotel, un'area suggestiva e arredata con gusto e calore dove rilassarsi nella piscina con il fondo di sassi, nella vasca idromassaggio con l'acqua calda, nel bagno turco e nelle due saune. Da sottolineare che l'uso dell'area wellness era compreso nel modestissimo prezzo del trattamento a mezza pensione con ricca colazione a buffet e cena a tre portate, senza aggiungere altro se non l'affitto degli accappatoi e l'acquisto delle cuffiette. 
La cena squisita che è seguita è stata poi il preludio per una lunga nottata di sonno in una comoda stanza con vista sulle dolomiti. Sono crollata alle nove e mezza di sera, e ho dormito di filato fino alle 7,00, quando è suonata la sveglia per prepararsi alla colazione. 
Dopo esserci rimpinzate per bene, siamo partite alla volta delle Torri del Vajolet, incoraggiate dal caldo sole mattutino. Abbiamo lasciato l'auto nel paesello di Muncion, avventurandoci con gli zaini in spalla e i bastoni da trekking per una stradina tutta curve e salita verso il massiccio del Catinaccio. Dopo circa un km abbiamo lasciato la strada per intraprendere un faticoso ma affascinante sentiero in mezzo alla foresta indicante il Rifugio Gardeccia, e insieme al sudore sono arrivate tante deliziose scoperte!
Il rumore del bosco, con il martellìo insistente di un picchio nascosto nel folto degli alberi; un fruscìo nel terreno tappezzato di aghi di pino e rami rotti, e il guizzo della soffice e nera coda di uno scoiattolo in fuga. 
Una mandria di mufloni selvatici, capitanati da un maschio con magnifiche corna: immobili davanti a noi giusto per il tempo di una foto un po' sgranata, e poi già spariti tra i pini più a valle. 
Tra un'emozione e l'altra siamo giunte ad un bivio. Una rapida consultazione alla cartina e Lela sapeva già qual era il sentiero per noi: "Il sentiero delle Leggende", un po' dissestato ma forse proprio per questo meno faticoso del precedente. Mano a mano che salivamo di quota, lasciandoci la foresta alle spalle, la vegetazione cambiava a vista d'occhio. I sempreverdi ai lati del sentiero si facevano via via più bassi e più radi, per lasciare il posto ai muschi e a ispidi cespugli.  
Ad ogni passo, davanti a noi le rocciose pareti del Catinaccio si snudavano maggiormente, imponenti e rosse, dalle vetti appuntite o squadrate e coperte di neve. 
Di tanto in tanto, un rombo sordo sembrava salire dal profondo della terra, o dall'immensità del cielo. Un aereo? Un temporale in arrivo? In quella natura selvaggia, apparentemente lontana dalle arti dell'Uomo,  un brivido di paura ci ha percorso la schiena. Poi l'abbiamo vista! Abbiamo visto la cascata scivolare lungo una profonda  fenditura lungo il fianco del Catinaccio. Dunque era l'acqua a causare quel ringhio terrificante! Solo che non era acqua. Il tempo di individuarne il punto di caduta, e la verità ci ha riservato l'ennesima sorpresa: stavamo assistendo a una slavina, anzi, a più slavine, che si verificavano un po' ovunque sul Catinaccio, quando meno ce lo saremmo aspettate. Tuttavia le più grandi sembravano provenire proprio dal gruppo di vette rocciose chiamate col romantico e suggestivo nome di Torri del Vajolet, ovvero la nostra meta. In ogni caso, slavina o no, salita ripidissima e stanchezza e neve, siamo giunte caparbiamente al Rifugio del Vajolet, dove abbiamo fatto fuori il nostro pranzo al sacco, stando attente a non dividerlo con i numerosi e per nulla timidi uccellacci neri che ci volteggiavano intorno. (Corvi? O  che altro!?  Eccheccavolo! Vabbè che ero stanca morta, ma non ero ancora deceduta, che mi giravano intorno come avvoltoi famelici!)
La discesa è stata più breve, ma comunque faticosa, anche se abbiamo scelto la strada asfaltata subito dopo aver passato il rifugio della Gradeccia, e il pomeriggio...Relax dei muscoli intorpiditi nel Centro Benessere!
Mercoledì, ancora disfatte per la scarpinata del giorno prima, siamo salite sul Sass Pordoi, questa volta col provvidenziale aiuto della Funivia. E due occhi davvero non bastavano per tutta quella sconfinata, meravigliosa, terrificante, indescrivibile bellezza...!
Il Trentino è S T U P E N D O!! le Dolomiti superbe!
Vi lascio alla slideshow, sperando che riesca a rendere un decimo di quello splendore! 


lunedì 7 maggio 2012

VERGINE


VERGINE

(24 Agosto – 22 Settembre)





La stagione estiva si chiude con il segno mobile della Vergine, che prepara il terreno per il secondo periodo dell'anno.
Dopo il caldo torrido della bella stagione soffia il primo alito fresco sulla terra bruciata: la prima, acerba promessa del riposo invernale.
Nel cerchio della Vita la Vergine corrisponde al periodo tra i 35 e i 42 anni di età, quando l'individuo, ormai pienamente definito e libero dalle inquietudini giovanili, può godere della pienezza e della tranquillità della propria esistenza.
Segno di Terra, freddo e secco, la Vergine è dominata dallo stesso pianeta che governa il Gemelli, ovvero Mercurio, cosa che rende questi nativi degli esseri essenzialmente cerebrali, se non addirittura cervellotici.
Si fidano più della loro mente che del cuore, e sono convinti che non esiste un problema che non si possa risolvere ragionandoci su, applicando le rigide leggi della logica ad ogni situazione.
E infatti è questo che fanno la maggior parte del tempo: rimuginano a lungo sui piccoli e grandi problemi quotidiani, studiandone ogni possibile sfaccettatura e provando a seguirne l'evoluzione in base alle varie soluzioni possibili. Niente deve essere lasciato al caso, perchè la Vergine detesta farsi trovare impreparata, incapace di gestire una situazione: tutto deve essere costantemente tenuto sotto controllo, a cominciare dalle emozioni.
Gli individui della Vergine possono apparire freddi e distaccati, quando in realtà sono solo molto, molto controllati. Selettivi nelle amicizie e negli affetti, spesso alzano una barriera invisibile intorno a sè che solo pochissimi, col loro permesso, potranno valicare. In realtà hanno un fortissimo bisogno di dolcezza e di contatto, ma difficilmente si concederanno di accettare questa necessità, preferendo restare barricati dietro le telecamere dei loro occhi.
I nati in Vergine sono infatti sempre molto attenti a tutto, la loro mente è un computer infaticabile che registra e annota il maggior numero di informazioni possibili per poi rielabolarle in concetti precisi ed ordinati che lo preparino ad affrontare l'esterno. Lo stesso vale per la tendenza al pessimismo perpetuo che li contraddistingue, che altro non è se non una difesa da delusioni potenzialmente devastanti.
La vita riserva sempre delle sorprese, questo la Vergine lo sa bene, e a lei le sorprese proprio non piacciono!
Questi nati sono l'antitesi degli amanti dell'avventura! Oppongono resistenza ai cambiamenti perchè sconvolgono l'ordine ripetitivo e metodico del loro mondo, nel quale difficilmente consentiranno di entrare a persone più originali e fuori dagli schemi.
La casa di questi nativi sembra un modello da esposizione, arredata con gusto ma sostanzialmente "essenziale", priva di ninnoli e "prendipolvere" che ingombrino mensole e pareti, ma soprattutto talmente linda e ordinata che sembra non ci abiti nessuno! In caso di ospitalità, sia l'uomo che la donna del segno hanno le idee molto chiare: saranno ospiti solleciti e impeccabili, ma guai a fumare in casa loro o nella loro auto! Se vi fermerete da una Vergine per la notte, vi farà trovare un set di asciugamani puliti che, dopo l'uso, dovranno essere riposti esattamente come li avete trovati.
Lo stesso dicasi dei residui di dentifricio sputati con noncuranza nel lavabo: orrore! Ma fate attenzione anche a togliere i capelli dalle setole della spazzola e cose di questo tipo, altrimenti non ci sarà un secondo invito!
La loro compagnia è in genere molto piacevole, soprattutto per le loro doti oratorie:  i nati in questo segno sono spesso e volentieri degli ottimi conversatori. Inoltre, dato il loro interesse per la bellezza e per il mondo delle arti, non di rado amano disquisire di fotografia e di letteratura in salotti intellettuali.


LA VERGINE E L'AMORE


La Vergine è un segno femminile e spesso la nativa del segno incarna l'ideale di moglie e compagna ideale. La donna di questo segno è capace di fedeltà assoluta, e in qualche caso persino di una sorta di devozione verso il partner, col quale desidera formare una coppia stabile, solidissima e duratura.
Oculata nelle spese, responsabile, dotata di senso pratico e - volendo usare un eufemismo - amante dell'ordine e della pulizia, è un'eccellente padrona di casa.
Quella della Vergine non è tuttavia una femminilità romantica o stucchevole come quella che contraddistingue i segni di Acqua, più ricettivi ed emotivi, in quanto il dominio del pianeta dell'intelletto, Mercurio, si traduce quì in un'intensa attività cerebrale.
La Vergine è razionale, controllata, analitica, ipercritica, ma questo non significa che l'affettività o la sensualità siano assenti o debolucce! In realtà la sua natura yin non chiederebbe altro che manifestarsi aderendo al desiderio del partner: questo segno anela a scaldarsi e abbandonarsi alla dolce e calda fiamma dell'amore e, una volta conquistato il suo cuore, si rivelerà un'amante dolce e attento/a ai bisogni del compagno. C'è addirittura qualche fortunato estimatore che, dopo avere avuto il privilegio di dividere il letto con lei/lui, giura che sia impareggiabile nelle arti erotiche, raffinata e sensuale da far perdere la testa!
Purtroppo però, raggiungere questo stato di abbandono per i nativi non è facile, e non è raro che questa affettività repressa si trasformi in ansia.
La ragione sempre vigile fatica a concedere spazio alla passione; teme fortemente gli sconvolgimenti che essa comporta e, nella paura di perdere il controllo, vi si oppone con forza.
La mente della Vergine corre veloce sulle ali di Mercurio e vede tutto, analizza tutto, ingigantisce ogni cosa sotto la lente impietosa del giudizio, prima e più di tutto i propri difetti. Il suo universo è un microcosmo in cui regnano il Caos e l'Imperfezione, proprio quando la sua natura ordinata e metodica spingerebbe la nativa a ricercare continuamente un ideale di perfezione assoluta. Il divario incolmabile tra il mondo così come appare e i suoi ideali crea nella nativa del segno una frustrazione costante, che si alimenta negli anni e si traduce quasi sempre in autosvalutazione, nel non sentirsi "abbastanza".
L'uomo della Vergine ha la fama di essere molto fedele, ma ciò non è sempre vero, specie quando – non di rado – arriva a ricoprire un ruolo sociale di un certo prestigio. Nel profondo del suo essere le insicurezze lo assillano, e così lui ricorre al fascino del proprio potere per rimorchiare qualche facile avventura che gli possa dare un'effimera illusione di importanza.
Di stampo maschilista, anche se ben mascherato sotto lo smalto della classe e delle maniere eleganti, per lui la donna si divide in due categorie: la Santa, e...l'Avventura! Nella prima categoria rientrano la Mamma, e la Moglie (sempre che abbia trovato una ragazza "seria" e "come si deve" a cui concedere il privilegio di sposarlo!) esseri eterei da riverire e osannare. L'altra categoria, che comprende tutte le donne sensibili al suo sex-appeal, rappresenta invece la trasgressione e il divertimento senza impegno, in cui sfogare le pulsioni altrimenti tenute sempre troppo a freno.
In caso di forti lesioni planetarie del tema natale, un atteggiamento analogo si può trovare nella donna del segno; per esempio quando – incapace di accettare come naturali i propri bisogni sessuali- questa donna cerca (consciamente oppure no) situazioni di violenza, vera o soltanto simulata, che la vedono costretta a "subire" un rapporto. In questo modo lei può accettare il piacere che ne deriva, proprio perchè vi è stata costretta, dunque non ne è responsabile.

DOVE INCONTRARLA

Ad una mostra d'arte fotografica, a teatro, all'Ikea...!

COME SEDURLA

Per sedurre lui è richiesta una buona dose di classe e serietà, ma è molto sensibile anche ai vestitini succinti effetto vedo-nonvedo. Per farvi un'idea, l'ideale sarebbe avere la testa di Piero Angela e il corpo (meglio se seminudo) di Belèn!
Per lei ci vuole un uomo forte e senza macchia, che non abbia fretta di abbattere le sue barriere. Solo col tempo e con tanta pazienza riuscirete (forse) a far tacere la sua ragione per il tempo necessario a darle il primo bacio. Se avrete fatto centro, il resto non si farà attendere molto!
E poi, per carità, con entrambi i sessi...SIATE PUNTUALI!!!!

COME SEDUCE

In genere preferiscono essere corteggiati, più che corteggiare.
Se attendete che si facciano avanti loro, rischiate di morire single!
Se tuttavia si trovassero in un momento particolarmente "audace" della loro esistenza, certamente per irretirvi userebbero il linguaggio, la scoperta di interessi comuni, il loro nuovo corso yoga...


CARTA DI IDENTITA' DELLA VERGINE

Periodo dell'anno FINE PRIMAVERA Genere FEMMINILE
Età 35 – 42 anni Gruppo TERRA
Parte del corpo STOMACO, INTESTINO Categoria MOBILE
Temperamento NERVOSO Maestro Diurno MERCURIO
Qualità FREDDO, SECCO Maestro Notturno -
Impulso CONCENTRAZIONE Comportamento ORDINATO E METODICO


SIMBOLO c

Il simbolo della Vergine è il disegno stilizzato di una fanciulla che regge un fascio di spighe di grano. O almeno così dicono I manuali di Astrologia...!


AZIONE

Io progredisco

ASPETTO FISICO

Capelli mossi, attaccatura “a punta” sulla fronte. Occhi verdi o castani, labbra carnose. Snelli e armoniosi, non per eredità genetica ma grazie allo sport, che amano molto praticare, specie se all'aria aperta.



CURIOSITA'

  • Il più alto numero di single oltre gli anta, sia uomini che donne, appartiene al segno della Vergine. Probabilmente faticano a trovare un partner all'altezza dei propri ideali di perfezione!
  • Nonostante l'aria puritana, sembra che alle donne del segno piacciano da impazzire le parolacce sussurrate nell'intimità...Sarà vero? :-D
      In ogni caso, guai a ripeterle fuori dalle lenzuola!

PERSONAGGI FAMOSI

Hugh Grant, Richard Gere, Alessandro Cecchi Paone, Greta Garbo, Cameron Diaz, Carmen Consoli.