lunedì 30 settembre 2013

SMALTO ROSSO, il booktrailer

Eccolo qui! Dopo giorni di lavoro, ho finalmente finito di montare il BookTrailer del mio libro: Smalto Rosso.
Desidero ringraziare ancora una volta gli amici che hanno partecipato con passione e interesse alla realizzazione del progetto: Giulia Marani per le splendide fotografie; Tania Cattani, Deborah NevianiPaolo Savanelli e Carmela Izzo per essersi gentilmente prestati ad interpretare i miei personaggi, e Rosetta Sodano per la location.
Ricordo a quanti fossero interessati ad acquistarne una copia, che è possibile ordinare Smalto Rosso online, sul sito LAMPI DI STAMPA, oppure richiederlo nelle librerie con il sistema Print on demand  (stampa su richiesta).



giovedì 26 settembre 2013

SCRITTURA LIBERA - TESTO N°1 -

Provo una collera bastarda, rossa e densa come un sole d'Africa al tramonto.
Ma sotto l'orizzonte dei sentimenti cupi, c'è qualcosa di tenero e fresco, delicato e fragile. Ho paura di tirarlo fuori, potrebbe spezzarsi. Oppure potrei rompermi io. 
Davvero non esiste più l'amore? Eppure non ci credo, il mio cuore che non si commuove riesce ancora, forse, a provare turbamenti effimeri, il desiderio di amare un altro essere più di quanto sia in grado anche solo di immaginare. Ma per ora restano sensazioni scollegate, lontani echi, miraggi da beduino nel deserto. Sogni nel cassetto, insomma, o forse ancora meno di questo. Come posso amare qualcuno, se non credo più all'amore? Se tutto mi sembra inutile e confuso, un semplice patto con una società consumistica che usa chiunque, al solo scopo di trarne un qualche tipo di profitto?
Da quando ho smesso di amare? Da quando ho smesso di credere nell'intima bontà dell'uomo? E Anna Frank, che cos'avrebbe da dire ora, col doloroso senno di poi, riguardo questa sua dolce e ingenua convinzione? Me lo sono chiesta giusto ieri. Credo, come avrete già capito, che avrebbe radicalmente cambiato idea. Non si può amare il proprio carneficie, non si può amare il proprio usuraio... non si può amare il prossimo, fintanto che questi non ci ama a sua volta.
Il collegamento appare scontato, le saggezze popolari di ogni luogo ed epoca hanno già dato la loro risposta: non puoi essere amata fintanto che non ami qualcuno. Se non dai, non puoi avere nulla.
Okay, ma io non sono sempre stata così arida. Un tempo amavo molto, persino il prossimo, persino l'usuraio, persino il carnefice. E allora, cos'è cambiato? Non lo so. Sì, lo so.

Io. Sono cambiata io.


FREEWRITING SUL BLOG: UNA SCELTA CORAGGIOSA...

...O una decisione incosciente, un suicidio sociale e letterario?
Probabilmente entrambe le cose. Del resto, ogni prova di coraggio porta con sé - inevitabilmente - anche una certa misura di incoscienza. Pazienza! Oggi mi sento temeraria.
Già... Forse a quest'ora, se recentemente non fossi venuta a conoscenza della tecnica del Free writing, sarei in ufficio dal mio capo, a chiarire una volta per tutte qual'è la mia posizione sulle imminenti modifiche all'organizzazione aziendale, e non qui ad annoiare i miei lettori con un flusso di pensieri disordinato e continuo. Ma per fortuna (o per sfortuna, sarà il tempo a decidere) giusto ieri, navigando sul web in cerca di ispirazione, mi sono imbattuta in questa tecnica che pare essere molto in voga tra gli scrittori afflitti dal celebre "blocco creativo".
Bene, provo a riassumere che cos'è e in che cosa consiste questo formidabile alleato di noi aspiranti imbrattascartoffie: il Free writing, appunto.
Allora, immaginiamo di essere lì, davanti al nostro documento di openoffice bianco come la paura, a spremerci le meningi in cerca dell'incipit giusto per il nostro racconto, o romanzo, o blog ecc... Insomma, le parole annaspano confuse dietro a idee disordinate e pallide, e nessuna ci convince al punto di tradurla nero su bianco. Quanti di voi abbiano mai provato a scrivere qualcosa, molto probabilmente avranno riconosciuto dai penosi sintomi la tremenda malattia che toglie voce ai poeti e ai romanzieri: il blocco dello scrittore.
Ora, il free writing, o "scrittura libera", secondo quanto affermato dagli appassionati di questa attività, consiste nello scrivere la prima cosa che ci balena in mente senza sottoporla ai filtri della ragione, seguitando a pigiare i tasti (o a muovere la penna sul foglio) secondo l'istinto, inanellando una parola dietro l'altra per un tempo prestabilito (di solito dieci minuti). Scaduto il tempo, misurato magari con un timer, si potrà correggere e completare la bozza, e magari accorgersi che - tutto sommato - non è poi da buttare via.
Ad esempio, se la nostra mano e il nostro subcosciente hanno prodotto per noi un pezzo abbastanza "efficace", si potrà salvarlo negli appunti e trarne spunto per una trama o anche solo per descrivere una scena in un'opera futura.
 Per parte mia, sono convintissima che la ragione e i suoi filtri siano il più grande ostacolo alla creatività, e dunque questa tecnica semplicissima mi è subito piaciuta un mondo: non costa niente, porta via solo dieci minuti, e in più regala materiale in abbondanza, a cui poter dare forma e significato in un secondo momento. Anzi, il Free writing non soltanto mi è piaciuto molto, non soltanto ho voluto sperimentarlo subito, ma ho deciso pure di postare le mie sbrodolature di pensiero senza filtri sul blog.
Questo, ricollegandomi all'apertura del post, comporta che io mi esponga "senza filtri" sul web. Sarò disposta a farlo? Per ora, credo di volerci provare. Ovvio che, in realtà, qualche prezioso filtro razionale resta sempre, e per quanto riguarda gli errori, ho accennato prima alla sacrosanta possibilità di correggere le bozze. Dunque, perché no? Mettiamoci in gioco, togliamoci le maschere, stop al "politicamente corretto", tiriamo fuori tutto (o quasi tutto!)... e vediamo che cosa ne viene fuori!
In fondo, non è questo che dovrebbe essere la scrittura?
Un atto di onestà, un grido libero e liberatorio.

martedì 10 settembre 2013

UN SOGNO DIVENTATO REALTA'

Cari amici,
oggi sono qui per dividere con voi l'emozione fortissima di un sogno che si avvera...
Ebbene sì, oggi si festeggia! Le fatiche di due anni hanno appena dato un frutto che è per me dolce come il miele: infatti, da oggi è finalmente disponibile nelle vetrine online il mio romanzo d'esordio, SMALTO ROSSO  (vedere quarta di copertina a lato, oppure cliccare sul titolo).
   Forse per qualcuno non si tratterà di una gran vittoria, dal momento che nessuna casa editrice "free" ha scommesso un solo euro su di me, invece per me rappresenta un grande traguardo. Coltivavo il sogno di scrivere "per davvero" sin da quando ero alta così, e finalmente oggi la mia storia può raggiungere chiunque desideri conoscerla. Ho promesso a me stessa di non essere troppo severa con l'autrice :-) dal momento che si tratta della primissima opera di questo tipo in cui si sia mai cimentata. Qualsiasi madre che si rispetti è sempre convinta che la propria creatura sia perfetta; io sono invece ben consapevole dei difetti della mia, ma non per questo ne vado meno fiera.
Mi scuso sin da ora per i diversi errori di cui mi sono accorta solo in seguito alla pubblicazione del libro (e dire che l'ho letto, corretto e riletto non so quante volte, prima di decidermi a "lasciarlo andare"!). A mia discolpa posso solo dire che non ho potuto avvalermi dell'aiuto di un editor, ovvero la preziosa figura che di norma si occupa di mondare il testo da strafalcioni ortografici e di sintassi. Queste pagine sono interamente frutto della mia fantasia e del lavoro delle mie manine, (compresa la foto sulla copertina, che ho ideato e scattato io stessa) errori inclusi...! E il miglior augurio che possa mai rivolgere a Smalto Rosso, è di riuscire a far trascorrere una piacevole oretta a chi vorrà leggerlo.