lunedì 14 ottobre 2013

PASSIONE IN RETE

Sono ore che guardo le tue foto. 
Il tempo si è perso nei colori vivaci degli sfondi che hai abitato per lo spazio di una posa; ancora di più, si è fermato in quelli che invece hai nascosto dietro il bianco e il nero dei tuoi scatti migliori.
Le tue foto sono tutto ciò che ho di te. Le tue foto, e le poche parole che hai lanciato via, lontano da te, e che io ho bevuto come fossero i frutti succosi delle tue labbra, come se - invece di pixel e inchiostro - fossero suono e respiro.
Cerco, nel colore dei tuoi occhi, i tuoi pensieri. Di più: provo a capire come quegli occhi vedano il mondo. Mi domando anche come vedano me, o dovrei chiedermi piuttosto se riescano a vedermi, in qualche modo.





Io credo di sì. Sento che è così: lo capisco da quanto io, fortissimamente, riesco a sentire te. Come se ci fossimo mai scambiati i giorni passati, come se possedessimo un ricordo, anche uno solo, condiviso di noi. Ma, purtroppo, un "noi" non esiste nemmeno.
La mia vita, quella che gli altri chiamano "reale", scorre inutile come un sogno: sono isolata da tutto, esiliata dal mondo e dai suoi scialbi abitanti. Esisto solo nel piccolo spazio virtuale che decidi di mettermi a disposizione, nelle care lettere indaco del tuo nome che sanno di sole e di luce, e che annunciano i tuoi pensieri. 
Mi sono innamorata di te: della tua immagine e dei tuoi pensieri, che comprendo meglio di quanto non riesca a capire i miei. Ne apprezzo la sottile ironia, ne avverto la profondità, ne soffro l'insoddisfazione che trapela, così chiara ai miei occhi, che ti conoscono senza neppure averti mai visto di persona.
Consumo i miei giorni su di te. Scorro lenta, come sabbia in una clessidra che scandisce il tempo di una dimensione parallela, dove la realtà sei tu. Conosco i nomi e i volti dei tuoi bambini. So com'è tua moglie, la donna fortunata che ti dorme accanto ogni notte, pur non possedendoti affatto.
Il tuo sorriso è per me nella foto al mare, così come il tuo corpo abbronzato, umido di acqua e di sudore. Mi sembra persino di sentire il tuo odore. Mi succhio la lingua immaginando di baciarti sul collo, di riempirmi la bocca del tuo sapore, e per un momento mi sembra che stia accadendo davvero. Soprattutto di notte, quando ti raggiungo nei sogni. E nei sogni il nostro amore, fatto solo di aria e di dati, finalmente acquista calore e consistenza. La tua pelle, di cui i miei occhi hanno letto la trama e i nei e i pori per cento e mille volte nelle foto, diventa a un tratto così calda e così vera, che le mie mani possono sentirne le pieghe e i muscoli tesi che vi guizzano sotto. Sogno di unirmi a te, di accoglierti nel mio grembo, di fonderci insieme: mente, anima e corpo, in un amore perfetto
Ma poi mi sveglio, accendo il computer e non c'è nessun aggiornamento da parte tua. Non mi dai niente di te, forse non mi pensi neanche, e mi manchi. Mi manchi, e capisco che questo possa sembrare assurdo. Eppure è così.
Quando non ti connetti, quando sei occupato a vivere, tu nemmeno sai di abbandonarmi davanti allo schermo. Non immagini di condannarmi alla pena di domande ossessive, che riempiono il silenzio delle mie sere buie, spese a chiedermi dove sei, con chi sei... 
A domandarmi, con ansia maniacale, quanti metri cubi di aria e di cielo ci dividono. Ogni volta mi sembra di impazzire, e ogni volta il cuore mi balza nel petto quando, finalmente, rompi il silenzio del web con un nuovo post, con un link o con uno stato qualsiasi.
Certe volte mi azzardo a lasciarti un timido "mi piace", e qualche volta persino un innocente commento, ma cerco sempre di limitarmi (e non sai quanta fatica mi costi!) per paura che tua moglie possa insospettirsi e obbligarti a cancellarmi dalla tua lista di amici. Sarebbe la mia fine, ne sono certa. Mi sembrerebbe di perdere una parte di me: paradossalmente, la parte più vera, più reale del mio essere. Perché io non sono quella che per nove ore al giorno prepara panini in un fast-food. Non sono quella che, ogni sera, passa a salutare i genitori, fingendo di coltivare amori e amicizie a cui in realtà non è interessata. Perché io sono come te. Sento come te. Osservo come te, nello stesso modo in cui tu, senza neanche saperlo, mi hai insegnato a fare.
Recentemente mi sono iscritta ad un corso di karate, lo sport che pratichi ormai da anni, per sentirti più vicino. Il Maestro si è stupito di quanto – pur non avendo mai messo piede in una palestra in vita mia – mi risulti facile apprendere questa disciplina. Ma io so che ci sei tu dietro al mio successo, perciò non mi sorprendo affatto dei miei progressi. L'idea di te, il pensiero che tu stesso abbia dovuto imparare quest'arte, che tu abbia compiuto questi stessi gesti, e respirato lo stesso odore di chiuso che ristagna negli spogliatoi, e quello umidiccio dei corpi accaldati, e quello così tipico del tatami, mi guida in ogni passo. Ti sento in ogni istante, mi arrivi in ogni momento attraverso lo sport e le mille altre piccole cose che ci accomunano, e che condividiamo da qualche parte, nel nostro universo segreto.

A volte sarei tentata di far convergere questi due mondi: quello reale – dove non sono che uno fra i tuoi numerosi "contatti" su un social network – e quello in cui il nostro legame, fatto di puro pensiero, è più forte del sangue e della carne che ci trattengono al suolo. Forse, se trovassi il coraggio di farlo, eviterei di impazzire. Potrei, vorrei scriverti quello che provo, e allora tu dovresti rispondermi che per te è lo stesso, che ti sono entrata anche io nel sangue e che non puoi più fare a meno di me, di questo fantasma che ti conosce nel profondo, che legge il tuo cuore serrato, rinchiuso fra le sbarre di due frasi che nessun altro sa comprendere. 
Ma non oso, e taccio. E il tempo continua a scorrere fra noi, che camminiamo lungo due binari paralleli verso l'infinito, senza alcuna possibilità di incontrarci. 
Mai.

ottobre 12-13, 2013 UNA SERATA DI ORDINARIA FOLLIA TRA AMICHE




sabato 12 ottobre 2013

GIOVANNA

"Guardami, Camilla."
Abbassai gli occhi, liquidi di pianto, su una delle mie spalle incurvate, così palesemente vinte eppure decise a non arrendersi. Piangere era la sola cosa che proprio non potevo fare; non adesso, non con lei davanti. Eppure le lacrime erano lì, a premere calde contro le pareti dei miei occhi.
Dita morbide e fresche mi sfiorarono il mento. Sentii un tremito nella sua mano, la sua forza trattenuta, la sua impaziente ostinazione nel cercare di portare il mio viso sulla rotta del suo sguardo.
Mi lasciai guidare da lei, ma mantenni cocciutamente lo sguardo spinto contro il margine esterno del mio campo visivo per non dovere incontrare i suoi occhi. Sentivo la pelle scottarmi come in preda a una febbre feroce, e il sangue e gli occhi e il sudore che stillava dai punti morbidi del mio corpo ribollire come per effetto di un notevole sforzo fisico. La volontà di scappare via e di fuggire lontano da Giovanna era pari soltanto al desiderio di gettarmi su di lei e di baciarla selvaggiamente. Non feci nessuna delle due cose: me ne mancò l'ardire.
"Non sei contenta", osservò, e mi sembrò che il suo tono fosse più sorpreso che contrariato.
"Non è vero", sussurrai, e la mia voce risuonò incerta e pateticamente falsa.
"Non sei contenta che Andrea mi abbia baciata."
I miei occhi lasciarono di colpo l'isola della parete su cui li avevo esiliati per disegnare i rossi e carnosi contorni delle labbra di Giovanna. Immaginai la sua bocca innocente e perfetta coperta dalle labbra secche di Andrea, e avvertii la lama della gelosia affondarmi nel petto.
Mi lasciò andare e per un momento sembrò immergersi nel suo universo di freddo distacco. Quando le capitava, era come se una grande bolla invisibile la risucchiasse, rendendola inaccessibile a tutto e a chiunque. Conoscevo abbastanza bene quella sua particolare condizione da prepararmi al desolante isolamento che sapevo sarebbe seguito. Finché fosse rimasta nel suo mondo, niente di quello che avrei potuto dire o fare avrebbe potuto raggiungerla. Piangere, urlare, strapparmi i capelli... perfino baciarla, in quel momento, non sarebbe servito a niente, e comunque - benché ormai non potessi più negare che farlo sarebbe stato il mio più grande desiderio - non ne avrei mai trovato il coraggio.
Erano mesi, ormai, che i nostri gomiti si urtavano sui banchi di scuola; eppure, solo da pochi istanti mi appariva così chiaro che cosa fosse in realtà quell'assoluto senso di euforia che mi pervadeva ogni mattina, quando - appena sveglia - realizzavo che tra pochi minuti l'avrei vista di nuovo, che le sarei stata nuovamente vicina, che avrei potuto sentire la sua voce e il suo odore di bucato fresco. Era una felicità assoluta e inebriante, come quella che precede una festa tanto attesa, ma anche un po' diversa: più malinconica e fragile, perché - mi ero accorta, col tempo - bastava un suo sguardo più freddo del solito, o un saluto meno caloroso nel vedermi, o il sopraggiungere del suo fatidico "momento-bolla" per farmi passare dalla più sfrenata gioia allo sconforto più nero. Se poi i racconti del suo corteggiamento tormentato con Andrea sembravano talvolta avviarsi verso un lieto fine (cosa assai improbabile, dal momento che lui - del tutto inspiegabilmente - sembrava preferire le gare di motocross alla compagnia di Giovanna) tale dolorosa tristezza mi si annidava sulle spalle per giorni, come un uccello cupo e nefasto, ghiotto dei colori accesi che la mia tenera età offriva in sacrificio al mio amore infelice.
Rimasi impotente a osservare i suoi occhi, solitamente verdi come smeraldi, ora offuscati dalla patina di una riflessione intima, ma talmente consistente che mi parve quasi di poterne udire le frasi e le parole taciute. 
"C'è qualcosa che non va, in te". 
 E io che non tentavo nemmeno di rispondere, perché era la stessa cosa che pensavo io.
"Non ti sarai mica innamorata di me, vero?" 
Quella era la domanda peggiore che avrebbe potuto pormi in assoluto, perché era l'unica che non richiedeva risposte. Ero palesemente, spaventosamente, irrimediabilmente innamorata di lei, e non l'avevo capito che da pochi attimi. E, ora che lo sapevo, non avrei più potuto mentirle. 
"Credevo fossimo amiche, ma evidentemente mi sbagliavo. Non ti voglio più vedere!"
Lo pensava. Sentivo che lo pensava, al sicuro nella sua bolla impenetrabile come un baco nel suo bozzolo, e sapevo che lo avrebbe detto. Fui presa dal panico, il sangue mi affluì copioso alla testa pennellando le mie gote di rossa vergogna. 
"Noi due siamo amiche", le avrei risposto, disperata. "Non voglio che le cose tra noi cambino. Non voglio niente da te, a parte quello che abbiamo sempre avuto."
Poi, di colpo, la bolla svanì, rapidamente come si era formata. Giovanna concesse ai miei occhi di nuotare nel verde dei suoi per un lungo istante, e un timido sorriso le increspò le labbra.
"Eppure non dovrebbe dispiacerti", disse. 
"Lo so, ma..." sbuffai la mia pena in cerca di una risposta che mi rendesse meno miserabile, meno colpevole. Sentivo di averla tradita, di avere buttato alle ortiche il nostro legame speciale.  
"Anzi, dovresti essere contenta che l'abbia fatto." 
Contenta!? Ero ben lungi dall'essere contenta che Andrea avesse baciato la mia Giovanna, e questo era la dolorosa dimostrazione di quanto fossi indegna della sua amicizia.
"Prima non ero sicura di sapere come si dà un bacio", riprese Giovanna, e mosse un passo verso di me. "Ma, adesso che Andrea me lo ha insegnato, non ho paura di fare questo."

Poi mi allacciò le braccia intorno al collo, aderendo perfettamente al mio petto acerbo. E mi mostrò fino in fondo quanto speciale e dolce fosse in realtà il nostro rapporto.

lunedì 7 ottobre 2013

COSA PENSANO DI TE GLI ALTRI SEGNI - GEMELLI




ARIETE - Stare con lui è davvero uno spasso, sia perché ha una conversazione brillante, sia perché ovunque andiamo insieme succede sempre qualcosa. E' come essere sempre al centro di una nuova avventura, e non c'è niente che mi stimoli di più! Voto 8.

TORO - E' divertente e ironico, ma un po' immaturo. Adora fare bisboccia tutte le sere, mentre io ho bisogno di qualcuno che sia sempre presente per me... Non so, qualcuno con cui dividere un barattolone di gelato appollaiati sul divano, magari guardando la tele. Gli do 5.

GEMELLI - Be', noi due ci comprendiamo al volo, non ci sarebbe quasi bisogno di parlare, non fosse che chiacchierare è una delle cose che più ci piace fare. Davanti a una birra e a molti stuzzichini gustosi e tutti diversi, insieme ai nostri amici, parliamo di tutto. Voto 8.

CANCRO - Non sopporta i miei sbalzi di umore, i miei silenzi improvvisi. E' molto intelligente, ma la sua è un'intelligenza di tipo logico, che poco ha a che spartire con la sensibilità che io ricerco. Quando sono in vena di leggerezza, però, ammetto che uscire con lui è davvero fichissimo! 7.

LEONE - Mi piace molto, anche se lui mi tratta sempre da suo pari. Non è disposto a riconoscere la superiorità di nessuno, e dà del "tu" praticamente a chiunque. Ma è un'adorabile canaglia, che sa sempre come farsi benvolere, anche nell'alta società. 7

VERGINE - Un cervello sopraffino e lo spirito fresco e allegro di un bambino. Parlando con lui dei miei problemi, mi stupisco sempre di come le mie ansie sembrino scomparire, o perlomeno si ridimensionano un po'. Una cosa non tollero, però: non è mai puntale! Voto 7

BILANCIA - Mi ci trovo abbastanza bene, ma non posso rivelargli molte cose di me. Già io sono un riservato per natura, ma poi, svelare un segreto a lui equivale a farlo sapere all'intero pianeta. Per il resto è divertente, sempre disposto a provare nuovi localini un po' particolari... voto 6.

SCORPIONE - Per lui nulla ha importanza, o almeno così sembra. Abbiamo priorità molto diverse, sempre ammesso che lui ne abbia qualcuna. Si entusiasma spesso, ma è difficile che riesca a provare una vera passione, qualcosa di viscerale, che ti stringe lo stomaco in una morsa... non so se mi interesserebbe davvero approfondire la conoscenza di un tipo così. 5.

SAGITTARIO - E S P L O S I V O! Divertente, mai noioso, sempre interessante e interessato! Tra noi è scattata subito la scintilla, è stato come riconoscersi tra simili, anche se in realtà siamo molto diversi. Ma, fidatevi di me, la nostra intesa è eccezionale. Voto 9!

CAPRICORNO- Dissoluto, spendaccione. Poco o per nulla serio. Le doti in lui si sprecano, eppure non muove un dito per metterle a frutto. Non sa neppure cosa sia il sudore, non ha mai dovuto faticare per ottenere meriti e riconoscimenti. La vita a volte è proprio ingiusta. 4, tiè!

ACQUARIO - E' un tipo in gamba, che sa prendere il meglio della vita senza crucciarsi troppo per i piccoli problemi quotidiani. Certo, questo potrebbe essere anche un limite. In fondo, per arrivare all'eccellenza un uomo ha bisogno di cervello, ma anche di un certo grado di dolore. 7.

PESCI - Belle le serate in sua compagnia! Si mangia, si beve, si scherza... Lo trovo un amico interessante, anche se non posso mostrargli le mie ansie e le mie insicurezze: non credo capirebbe. 6.


Gravity - Nuovo Trailer Ufficiale Sottotitolato in Italiano | HD





Come amante delle stelle, non potevo non vedere GRAVITY in 3D al Cinema.

E devo dire che ne sono rimasta molto impressionata, oltre che molto, molto soddisfatta.
Questo film, e in  particolare l'indiscussa abilità della regia e l'interpretazione magistrale di Sandra Bullock mi hanno fatta proprio sentire nello spazio. Ho provato un forte senso di nausea insieme alla Dottoressa Ryan Stone mentre, scollegata dal modulo spaziale, vorticava alla deriva nel buio infinito dell'universo. Ho ascoltato l'assordante silenzio cosmico, ho avvertito il freddo glaciale di un luogo dove il Sole non è che uno dei tantissimi astri, e non appare più grande di un puntino arancione.
Insomma, da quando ho visto Gravity mi sento arricchita della sensazione fortissima di esserci stata davvero, nello spazio; se non fisicamente, almeno con quella parte di me che qualcuno definirebbe immortale.