lunedì 26 gennaio 2015

OCCHI E CIELI






Se sapesse cosa mi fa il suo sguardo - quali incendi, 
che tremori, e che violente tempeste scatena 
nel mio petto - per pietà di certo abbasserebbe gli occhi. 
Invece non sa, non può nemmeno immaginare...

Ignora i miei tormenti, e i suoi occhi freddi 
come il cielo d'Ottobre continuano a incendiarmi.

NOTTE ALCHEMICA


Le mie giornate iniziano quando il mondo dorme il suo sonno più profondo, nell'ora più tarda che taglia la notte in due.
Ho imparato ad amare questo strano limbo, queste ore sospese fuori dal tempo come una bolla, come un'ampolla che raccoglie i sogni della gente, i sospiri degli amanti, e l'odore nudo dei corpi, il marchio segreto della pelle che il giorno si affannerà a coprire coi suoi scudi. Ho scoperto che, in quest'ora bizzarra, si perdono i confini... 
Sotto gli algidi raggi lunari mi faccio vento che spazza il cielo e le strade, aria nuova che disperde le nubi e calcia i sassi lontano. 
Sono un fiume che spezza le dighe e le catene, pioggia fresca che abbraccia il tuo corpo. Sono l'onda che ti tira giù e l'acqua salata che sostiene il tuo peso. In un momento sono lì, sul tuo respiro che sfiora il cuscino.
Ti accendo un bacio sulle labbra, rosse candele che la mia bocca scioglie. Mi bruci sulla pelle, sono cera fusa sotto le tue mani, lava incandescente che corre giù dai tuoi fianchi, e tu mi cambi forma, con le tue dita mi modelli sulla mia immagine migliore. Ti direi non chiudere gli occhi, tienili ancora dentro ai miei, continuiamo a correre insieme!...
Ma l'ombra tremula ormai scolora, e sui prati bagnati la nebbia già danza intorno al primo raggio di sole.