mercoledì 24 giugno 2015

SUL BISOGNO DI ESSERE VISTI

Tutti abbiamo un profondo, disperato bisogno di essere "visti", capiti, compresi veramente.
Tutti noi, uomini e donne, attendiamo l'arrivo di una coraggiosa principessa o di un impavido eroe che, animato soltanto dal desiderio di scoprire i nostri tesori nascosti, non abbia paura di abbattere i muri di diffidenza, lottare con i draghi del nostro orgoglio, vincere i demoni delle nostre insicurezze per poi farseli amici, e magari riuscire a trasformarli in virtù. 
Non ci interessa essere ammirati per qualità che, nel nostro intimo, sentiamo di non possedere o per altre che, pur riconoscendo come nostre, per noi non hanno alcuna importanza. 
Sappiamo di non essere perfetti, spesso anzi siamo consapevoli di essere dei totali disastri, e ciò nonostante riconosciamo in noi una unicità straordinaria, una sfumatura, una nota che è solo la nostra, un nucleo prezioso e irripetibile che appartiene soltanto a noi, come l'odore della nostra pelle o le impronte delle nostre dita, ed è proprio questa particolarità la nostra vera essenza, il tesoro sommerso che custodiamo nel nostro profondo, e che proteggiamo dagli sguardi del mondo. E' questa parte fragile e splendente che, con ogni fibra del nostro essere, con ogni cellula del nostro corpo, desideriamo vedere riconosciuta, portata alla luce e amata. Solo a quel punto ci sentiremo compresi e amati fino in fondo. 
Ma neanche questo ci basta. 
Perché la magia riesca non bastano due occhi qualsiasi, neanche nel caso in cui questi occhi riescano perfettamente, magari al primo sguardo, a scorgere il nostro vero Io. 
Una persona ordinaria (cioè che noi percepiamo come tale, sia chiaro! In realtà tutti siamo speciali e degni di amore!) non può costituire un buono specchio per la nostra straordinarietà. Ci occorre sì che qualcuno ci percepisca come esseri unici e irripetibili, ed estremamente degni di amore, ma perché la cosa possa avere valore, è necessario che il nostro specchio, cioè colui che riesce a vederci davvero, sia a sua volta straordinariamente unico e irripetibile, ed estremamente degno di amore, ai nostri occhi. 
Ecco perché costruiamo i muri intorno al nostro Io più profondo. Ecco perché poniamo demoni e draghi a guardia del nostro castello. Paura di essere feriti, abbandonati, rifiutati? In minima parte, forse. 
In realtà a muoverci è una speciale forma di superbia, priva però dell'accezione negativa del termine, che ci permette di conservare la verginità del cuore in attesa di colui o colei che riconosceremmo ad occhi chiusi fra mille miliardi di persone, molte delle quali belle, seducenti, affascinanti, intelligentissime e profonde, e tuttavia assolutamente indegne di arrivarci nel profondo.

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