venerdì 30 dicembre 2011

ARIETE




ARIETE


(21 Marzo- 20 Aprile)






Il primo segno dello zodiaco sorge all'orizzonte nel primo periodo primaverile (21 marzo – 20 aprile) e porta in sè la scintilla vitale e la potente spinta creatrice proprie di questa stagione. Segno di fuoco, cardinale, maschile, governato da Marte, l'Ariete è l'esplosione della primordiale energia cosmica del Big Bang da cui il nostro universo ha avuto inizio; è la vita che scorre sotto la terra ghiacciata dal lungo sonno invernale, pronta ad esplodere e a sbocciare sotto il primo raggio di sole; è il pianto del neonato che rivendica la propria esistenza col suo primo respiro.
Il fuoco dell'Ariete è quello di un'esplosione atomica, è la scintilla che accende la miccia, la fiamma che innesca l'incendio: non si può controllare, non si può asservire. Semplicemente, l'Ariete é, e deve esserlo subito, senza indugi o tentennamenti, senza mediazioni e strategie. L'eccessiva impulsività è fra le caratteristiche dominanti del segno ed è spesso la principale causa dei loro fallimenti. L'idea, per questo segno, deve subito essere tradotta in azione, pena la repentina e totale perdita di interesse nel progetto stesso.
Spesso l'Ariete inizia un'attività, (e non di rado anche più progetti contemporaneamente!) carico di fanciullesco entusiasmo, ma se non vede subito i risultati sperati si demotiva e finisce con l'abbandonare il suo scopo per inseguire altri obiettivi.
Il nativo tende ad annoiarsi se non è in grado di incanalare le proprie energie in un'attività che gli dia la straordinaria soddisfazione della creazione, non importa quale. Ciò che conta è che sia sempre impegnato in qualcosa che catturi la sua attenzione, che lo faccia sentire motivato. La noia è infatti il nemico numero uno del segno: un Ariete annoiato è in grado di avvelenare la vita di chi gli sta intorno, anche perchè, egoista ed incapace com'è di fingere, fosse anche per gentilezza o per quieto vivere, non farà nulla per mascherare il proprio funesto disappunto, rischiando di ferire gli altri. Va detto che non lo fa assolutamente con cattiveria: semplicemente gli manca la sensibilità necessaria per comprendere le altre persone.
Sempre alla conquista di nuovi mondi, saltando di palo in frasca tra questo e quello, si ritrova poi a raschiare il fondo delle sue riserve di energia che, benchè notevoli, non sono certo illimitate.
Quando questo accade, per l'Ariete c'è un solo modo di ricaricare le pile: dormire! Una bella, sana, lunga dormita al termine della quale ripartire per nuove e straordinarie conquiste. Non importa di che cosa si tratti, la cosa importante per questo segno è avere un obiettivo, qualcosa per cui lottare e combattere e, se l'impresa è difficile, tanto meglio! Le sfide aumentano la sua eccitazione, il suo divertimento.
Marte, impetuoso e collerico dio della guerra, conferisce al segno un naturale amore per le lotte, oltre che una buona dose di ottimismo, generosità, coraggio e lealtà. Di fronte ad un ostacolo l'Ariete non esiterà a sguainare la spada e a partire alla carica, a testa bassa, sprezzante del pericolo. Per quanto potenti, però, le sue azioni non sono ponderate. Poichè lui è onesto e leale si aspetta che anche gli altri lo siano a loro volta ma, quando questo non avviene, si ritrova a dover pagare il prezzo della sua ingenuità. Le persone dell'Ariete sono spesso molto generose e per un amico in difficoltà la loro porta è sempre aperta. Purtroppo, magari sulla spinta del proprio entusiasmo, può concedere la propria fiducia e la propria energia a qualcuno che non la meritava. In questo caso l'Ariete si limiterà a cancellare la persona in questione, riconoscendo di aver sbagliato giudizio ma, dopo la classica sfuriata iniziale, condita da violenti scoppi d'ira, non è il tipo da tramare nell'ombra qualche terribile vendetta.
L'indifferenza per lui è l'arma migliore, anche perchè non ha tempo da perdere occupandosi di ciò che è stato. Meglio impiegare le proprie risorse per gli amici che davvero lo meritano!

L'ARIETE E L'AMORE

Le caratteristiche marziane del segno si riflettono anche in amore, dove il sentimento si colora di rosso. L'amore è desiderio e passione bruciante, e non può essere addomesticato, contenuto, reso affidabile. Soggetto a folgoranti colpi di fulmine, l'Ariete non conosce gli innamoramenti a scoppio ritardato: o perderà la testa per voi nel momento preciso in cui i vostri occhi si incontreranno per la prima volta, oppure non si innamorerà mai.
Istintivo e passionale, è dotato di un infallibile radar erotico che gli consente di sapere subito, alla prima occhiata, se a letto con voi saranno scintille. Perchè di questo si tratta, è questo che cerca in un potenziale compagno o compagna. Per l'Ariete l'Amore non può prescindere dal sesso, che per soddisfarlo deve essere travolgente, sconvolgente, un incendio che divampa in un istante e che lo brucia da dentro, chiedendo immediata soddisfazione. Una volta nato il suo interesse nei vostri confronti, la fiamma è accesa e voi siete diventati/e la sua preda, la sua ossessione. L'incendio è pronto a divampare e non ci sarà modo di spegnerlo fino a quando non avrà bruciato anche l'ultimo pezzo di cuore, ovvero... fino a quando non vi avrà conquistato! Questo non significa che si stancherà di voi dopo la prima notte di amore, ma probabilmente la curva del suo desiderio subirà un drastico calo non appena avrà la certezza che lo amate alla follia, che ormai "gli/le appartenete".
Per l'Ariete è più eccitante conquistarvi che possedervi, e il compagno o la compagna che intendessero conquistarlo "seriamente" farebbero bene a non mostrarsi troppo disponibili, ma neppure freddi e distaccati, perchè questo lo demotiverebbe facendogli perdere interesse. Per garantirsi il suo amore bisognerebbe essere ardenti e appassionati ma sempre un po' sfuggenti, premurosi e dolci ma anche forti e indipendenti; meglio se presi da mille interessi che non lo coinvolgano direttamente.
In ogni caso, con lui non vi conviene fingere. Primo, perchè detesta le menzogne e chi si spaccia per ciò che non è; secondo, poi, perchè il radar a cui ho accennato sopra funziona anche da bugia-detector e si accorgerà all'istante se state cercando di vendergli della merce avariata, se chi ha davanti è davvero uno spirito appassionato e libero o se invece giocate a "tirarvela" per civetteria o per calcolo.
Non crucciatevi se, per caso, siete timide e non sapete come fare per prendere l'iniziativa: lasciatela a lui! Se gli interessate non tarderà a farvelo capire, anche perchè gli sarebbe impossibile nascondere i suoi sentimenti, sempre così impetuosi e incontrollabili da obnubilargli letteralmente la ragione! Inoltre, lo abbiamo detto, adora la fase della conquista, e sarebbe un vero peccato rinunciare alla sua corte, così appassionata e travolgente!
Se ad interessarvi è la donna del segno, stessa cosa! Non partite all'assalto confidando nel vostro sex-appeal, questo rischierebbe di irritarla o, peggio, di farla ridere (di voi!). Meglio lanciarle brevi ma languidi sguardi, intensi e pieni di allusioni, che le facciano sentire quanto alta potrebbe essere la temperatura tra di voi. Se vi ricambia, se scocca la scintilla, potreste ritrovarvi, ancor prima di avere il tempo di accorgervene, con le spalle al muro in un angolo della sala, mentre lei vi bacia appassionatamente...

DOVE INCONTRARLO

A un raduno motociclistico, oppure a una festa.


COME SEDURLO

Accendetelo con gli sguardi, e cercate di comunicargli che lo/la desiderate. Capirà all'istante, e se siete il suo tipo...preparatevi all'assalto!

COME SEDUCE

Senza mezzi termini. E' schietto e diretto e adora proporsi. Non è il tipo da girarci intorno, non aspettatevi di ricevere da lui fiori e poesie e passeggiate al chiaro di luna.
Quando meno ve lo aspetterete, sarà lui, o lei a fare il primo passo. E sarà difficile resistergli!



CARTA DI IDENTITA' DELL'ARIETE

Periodo dell'anno
PRIMAVERA
Genere
MASCHILE
Età
0 - 7 ANNI
Gruppo
FUOCO
Parte del corpo
TESTA
Categoria
CARDINALE
Temperamento
BILIOSO
Maestro Diurno
MARTE
Qualità
CALDO SECCO
Maestro Notturno
PLUTONE
Impulso
CREAZIONE
Comportamento
ARDENTE E COMBATTIVO





SIMBOLO ^

Il glifo dell'Ariete rappresenta, in modo stilizzato, la testa dell'animale, con le corna ritorte. Come l'animale che lo rappresenta, il nativo dell'Ariete è solito affrontare ogni cosa a testa bassa, con la proverbiale cocciutaggine che lo contraddistingue. Secondo una versione meno diffusa, invece, il simbolo di questo segno dalla natura prettamente marziana e dunque estremamente virile sarebbe proprio la riproduzione stilizzata degli organi genitali maschili.


AZIONE
Io sono


ASPETTO FISICO
I nati in questo segno tendono ad essere di media o alta statura. Generalmente magri, hanno il viso lungo, con la testa larga alle tempie e stretta verso il mento. Spesso hanno i lineamenti molto marcati, con le soppracciglia folte, gli occhi sono grigi o scuri e solitamente hanno bisogno degli occhiali già in tenera età.

CURIOSITA'
  • Un Ariete, così facile alla noia, ama poter frequentare sempre ambienti nuovi, dove poter conoscere nuove persone.
  • L' uomo Ariete si taglia spesso, facendosi la barba in fretta.
  • Un Ariete spesso arriva per primo, così può scegliere il meglio.
  • Se il tuo partner è Ariete e desideri sposarti, fallo prima che gli passi l'entusiasmo della novità.
  • Se fosse il personaggio di una fiaba, l'Ariete sarebbe il Principe Azzurro. Affascinante e atletico, sempre pronto a sacrificare la propria vita pur di salvare la sua bella, una volta raggiunto lo scopo e averne ottenuto la mano, ecco che la lascia per andare ad uccidere un drago o a conquistare un castello, liberandolo da un incantesimo malvagio. Ovviamente, non prima di aver consumato le nozze!

PERSONAGGI FAMOSI

Russell Crowe, Nicholas Cage, Gianluca Grignani, Céline Dion, Mina, Fiorella Mannoia

LO ZODIACO



La ruota dello Zodiaco astrologico è una sorta di mappa ideale che circonda l'eclittica, all'interno della quale si trovano, divise in caselle di 30° ciascuna, le 12 costellazioni zodiacali. 
Bisogna distinguere tra zodiaco astrologico e zodiaco astronomico perchè, a causa della precessione terrestre, oggi essi non coincidono più. Infatti, se si sovrapponessero le due mappe noteremmo che, ad esempio, l'Ariete astronomico non si trova più allineato con quello astrologico ma si sovrapporrebbe a quello dei Pesci e, molto presto, a quello dell'Acquario poichè, a causa del moto precessionale terrestre, lo zodiaco dei segni retrocede in rapporto allo zodiaco delle stelle in senso antiorario.
Secondo l'Astrologia classica, comunque, bisogna continuare a fare riferimento allo zodiaco dei segni, sicchè ciò che fa di un Ariete un Ariete rimane la data di nascita compresa tra il 21 marzo e il 20 aprile, senza considerare il fatto che questo campo non si trova più di fronte alla costellazione corrispondente.
Non è mia intenzione dilungarmi troppo sulla parte tecnica relativa alla redazione di un tema natale, anche perchè ormai il metodo manuale, lungo e impegnativo, è stato sostituito dall'uso del computer: in rete è possibile reperire molti siti, anche gratuiti, che permettono di calcolare il proprio tema natale con pochi click, a partire dalla data e ora di nascita e naturalmente dal paese natale.
E' importante invece citare alcuni aspetti che sono fondamentali nell'interpretazione di un tema, come ad esempio le case, e gli aspetti che formano i pianeti tra loro.

IL GENERE

Ai segni zodiacali sono stati attribuiti i principi maschili e femminili in relazione al loro carattere attivo oppure passivo. Sono maschili (Yang) i segni di Fuoco e i segni di Aria, mentre sono femminili (Yin) quelli di Terra e Acqua.
I primi tendono ad essere estroversi e attivi, gli altri invece hanno una natura più riservata e ricettiva, quindi in armonia con l'energia Yin.
Ogni segno nella ruota dello zodiaco è affiancato da due segni di genere opposto al suo.

L'ELEMENTO

I dodici segni sono divisi in quattro gruppi a seconda dell'elemento di appartenenza.
Sono segni di Fuoco l'Ariete, il Leone e il Sagittario;
sono segni di Terra il Toro, la Vergine e il Capricorno;
sono segni di Aria il Gemelli, la Bilancia e l'Acquario e, infine, appartengono ai
segni d'Acqua il Cancro, lo Scorpione e il Pesci.

I segni di Fuoco esprimono l'energia, l'impulsività, l'irruenza maschile, il dinamismo e, come l'elemento stesso, sono caldi e secchi.

I segni di Terra, secchi e freddi, rappresentano la solidità, la costanza, il sacrificio.

I segni di Aria, caldi e umidi, indicano la mutevolezza, l'instabilità, l'evoluzione, il rinnovamento.

I segni di Acqua, freddi e umidi, rappresentano l'istinto, la sensibilità, la ricettività, la passività.

IL MOVIMENTO

Mentre l'elemento di appartenenza  fornisce informazioni sul tipo di energia manifestata da un segno, il movimento ci indica lo stato di trasformazione di tale energia.
A seconda che incomincino o fissino oppure chiudano una stagione, i segni sono suddivisi in tre categorie di movimento: Cardinali, fissi e mutevoli.

Cardinali: Ariete, Cancro, Bilancia, Capricorno.
Questi segni incominciano una stagione, e danno il via ad un nuovo ciclo. Rappresentano l'energia del nuovo inizio, il dinamismo di una nuova epoca.

Fissi: Toro, Leone, Scorpione, Acquario.
Questi segni si trovano nel mezzo di una stagione, e simboleggiano la pienezza, la tranquillità, la solidità del ciclo stagionale.

Mobili: Gemelli, Vergine, Sagittario, Pesci.
Con loro termina un ciclo, finisce una stagione e l'energia sta per cambiare. Rappresentano il mutamento di energia, il passaggio tra uno stato e l'altro.



Come accennato più su, ogni segno ha a disposizione 30° sul cerchio dello zodiaco. Si parte dall'Ariete, cui spetta la porzione che va dagli 0 ai 30°, si prosegue con il Toro, che si estende dai 30° ai 60°, e così via. La data e l'ora di nascita permettono di stabilire con esattezza in quale segno e in quale grado cade un determinato pianeta al momento della nascita.
I pianeti veloci, Mercurio, Venere e Marte, non potranno mai cadere troppo lontano dalla posizione del Sole, mentre questo non vale per i pianeti lenti, detti anche generazionali perchè, a causa della loro lentezza, impiegano decenni per spostarsi da un segno all'altro e dunque la loro posizione in un tema natale è condivisa da persone coetanee.
Ne consegue che i pianeti veloci caratterizzeranno maggiormente l'indole dell'individuo rispetto a quelli lenti, ma è anche vero che la lettura di un tema non si esaurisce nel sapere in quale segno cade un determinato pianeta. Bisogna infatti valutare la posizione che ogni pianeta occupa in relazione agli altri, ovvero i cosìdetti "aspetti".
Gli aspetti si dividono in aspetti maggiori e aspetti minori.
I primi sono 5, e sono: la congiunzione, l'opposizione, il trigono, il quadrato e il sestile.
La congiunzione si verifica quando due (o più) pianeti occupano lo stesso grado oppure tra loro vi è una distanza inferiore ai 10°. Questo aspetto, molto forte, indica una fusione tra le energie dei pianeti che vi partecipano, che risulterà armonica oppure fortemente contrastante a seconda della natura dei pianeti implicati e del segno in cui cadono.
L'opposizione si ha quando due pianeti si trovano ad una distanza di 180°, dunque in segni opposti. Generalmente l'opposizione viene considerata un aspetto fortemente dissonante, perchè mette in gioco due campi di forze opposte e complementari, ma non è detto che debba essere così: tutto dipende dai pianeti coinvolti.
Il trigono si verifica quando in un tema natale due segni si trovano a 120° gradi l'uno dall'altro, ossia a quattro segni di distanza. Ciò implica che i due segni in questione appartengano allo stesso elemento, e forniscano quindi lo stesso tipo di energia ai pianeti. Per questo motivo il trigono è considerato un aspetto armonico.
Il quadrato, invece, è un aspetto fortemente dissonante. Si ha quando i pianeti si trovano ad una distanza di 90° l'uno dall'altro con 6° di tolleranza, e sono quindi a tre segni di distanza. Questo aspetto non solo mette in relazione energie opposte (fuoco e acqua, aria e terra) ma si verifica sempre tra segni appartenenti allo stesso movimento: cardinale con cardinale, fisso con fisso, mutevole con mutevole.  In questo caso vi è una rottura del flusso di energia nell'individuo, per il quale si hanno due tenedenze in contrasto netto, inconciliabili tra loro.
Il sestile si verifica tra segni posti a 60° l'uno dall'altro, ed è considerato un aspetto armonico.
Gli aspetti minori, su cui non mi soffermerò, sono invece: il semisestile, il semiquadrato, il sesquiquadrato e il quinconce.

LE CASE

Le case sono 12, esattamente come i segni cui sono associate.
La casa I, che incomincia sotto la linea dell'Ascendente, è associata all'Ariete, la casa II al Toro, e così via.
Mentre il segno indica il tipo di energia attraverso cui si esprimeranno le tendenze planetarie di un soggetto, la casa in cui tali pianeti cadono indicherà il campo esistenziale in cui tale tendenza verrà impiegata.
Semplificando al massimo, se il pianeta indica cosa un individuo tende a fare, e il segno in cui il pianeta cade indica come egli farà o non farà quella determinata cosa, la casa in cui si trova il pianeta ci informerà di quale settore stiamo parlando, sia esso lavoro, amore, rapporto con gli altri, e così via.


CHE COS'E' L'ASTROLOGIA

L'astrologia è una pratica, in bilico tra arte e magia, tra scienza e superstizione, che da millenni affascina l'umanità.
Anticamente gli uomini affidavano al Cielo i loro sogni, dubbi e speranze. Dal cielo arrivava la carezza del vento  che feconda la terra, il caldo bacio del sole che fa crescere i frutti. Ma dalla volta celeste potevano arrivare anche terribili punizioni, come tempeste, nubifragi, immani sciagure:  pensiamo al Diluvio Universale, il cui ricordo è indelebilmente impresso nella memoria mitologica di moltissimi popoli, anticamente isolati tra loro.
     L'umanità era letteralmente in balìa dei capricci del cielo, dai quali dipendevano la vita e la morte. 
Ma, forse, poteva esistere un modo per decifrare la volontà divina... magari una mappa che permettesse di orientarsi tra le richieste e le leggi divine per potersi adeguare ad esse, assicurandosi così prosperità e abbondanza.
 E questa mappa esisteva davvero, da sempre! Il linguaggio degli Dèi splendeva ogni notte nel cielo: i loro simboli, la loro  stessa voce scolpita d'argento sul quel manto nero, perchè gli uomini potessero ascoltarla e seguirla.
Però, prima di poterla capire, la lingua divina andava studiata, tradotta, e questo compito non poteva essere lasciato al popolo: solo i sacerdoti avevano il diritto e il potere di rivolgersi agli Dèi, in quanto loro intermediari sulla Terra.
  L'Astrologia è il risultato di questo studio, preciso e attento, fra le corrispondenze che legano la Terra al Cielo, l'Uomo al Divino. 
Che ci si creda o meno, che la si consideri una scienza o pura superstizione, accostarsi ad essa significa scoprire un'infinita varietà di parallelismi tra noi e l'Universo, tra mito e realtà. 
Significa accorgersi che tutto è collegato con tutto, che davvero siamo parte delle stelle, delle piante, dell'acqua, di Dio. 
Ma soprattutto, l'Astrologia permette di rendersi conto di quanto ogni cosa creata nell'intero Universo, in quanto emanazione del Divino, sia assolutamente armonica e perfetta. 
Se l'Esistente è una stupenda sinfonia, l'Astrologia ne è lo spartito.  Analizzandola, si ha la sensazione di penetrare il mistero della Creazione, di cogliere il quadro del Disegno.
Millenni dopo la sua nascita, studiare l'Astrologia è ancora così: come navigare sulle onde nere, senza luce nè altri punti di riferimento se non la posizione delle stelle nel cielo, e tuttavia conoscere perfettamente la rotta proprio grazie alla loro eterna presenza.

giovedì 8 dicembre 2011

Seven links for a Blog!

E' con immenso piacere che aderisco al 7 link project del "BLOG MISTERI ANGIE GINEV" , alla quale mando un affettuoso abbraccio e un  caloroso ringraziamento per avermi coinvolto in questa interessante iniziativa.
Trovo sia un modo efficace sia per conoscere nuovi e interessanti blog, sia per dare ai blogger la possibilità  di esprimere il loro parere sui propri lavori.   In tal modo si viene a creare un "salotto virtuale" in cui incontrarsi e confrontarsi, fornendo a chi legge maggiori informazioni sui propri pensieri e sulle proprie "motivazioni".
Bene, bando alle ciance e incominciamo dalla prima domanda:


1. IL POST IL CUI SUCCESSO MI HA STUPITO


Sono rimasta colpita dal numero di visualizzazioni del post CASA POLI- Coliumo, Cile.  Mi era venuta voglia di introdurre questa meraviglia architettonica nel blog dopo averla scoperta sfogliando una rivista, ricordo di essere rimasta profondamente colpita e affascinata da questa "casa" a picco sul mare.


2. IL MIO POST PIU POPOLARE

Sicuramente SIAMO FIGLI DI DEI ALIENI? , post creato con molta passione dopo l'avvincente lettura di due libri che sono entrati nella mia "top ten". Parlo di "Le astronavi del Sinai" di Zecharia Sitchin e di "Le impronte degli dèi" di Graham Hancock, letture che non mi stancherò mai di suggerire a tutti gli appassionati di mistero. 
Sono impressionata dalla quantità di visualizzazioni che, a distanza di un anno dalla sua creazione, questo post continua a ricevere! Non mi aspettavo che così tante persone fossero interessate a una possibile origine aliena dell'umanità, ma i dati sono chiari: l'argomento "extraterrestri" e l'antica cultura sumerica che ne è profondamente intrisa, sembrano esercitare una forte presa sul popolo di internet. Segno che le domande senza risposta cominciano ad essere troppe per continuare a ritenere l'argomento "alieni" una semplice fantasia...? Non lo so, ma mi permetto di sperarlo.

3. IL MIO POST PIU' CONTROVERSO

Oddio, a questa domanda non saprei davvero rispondere! Il mio blog è una sorta di diario virtuale in cui raccolgo foto e pensieri personali, oppure materiale che mi interessa e che prendo a prestito dal web. Per questo non lascia molto spazio a dibattiti o altro...
Ma, se proprio dovessi sceglierne uno, sarebbe LE STRADE DEL CUORE, in cui mi butto a capofitto nell'espressione dei miei pensieri in materia di coppia e fedeltà. Ad esempio mia suocera (ossia il famoso "interlocutore" citato nel post!) si è trovata in profondo disaccordo col mio modo di vedere le cose, fornendomi lo spunto per creare il post. Il mondo è bello perchè è vario, ben vengano i pensieri contrastanti e costruttivi!

4. IL MIO POST PIU' UTILE

Non si tratta di un post, ma di una pagina del blog: MOVIES ONLINE, dove amo raccogliere i link ai film, alle serie tv e anche ai cartoni che più mi piacciono. Quale miglior modo di conoscere un blogger e farsi un'idea su di lui se non proprio guardando le stesse cose che ama guardare? Inoltre ho riunito quì diversi link a film e a serie TV in gran parte sconosciuti in Italia, che a mio avviso meriterebbero maggior attenzione. 

5. IL MIO POST CHE NON HA AVUTO L'ATTENZIONE CHE MERITAVA

Forse LA FILOSOFIA ANDINA, non tanto perchè il post in sè sia tutta 'sta meraviglia, ma perchè credo che proprio la filosofia andina, come corrente di pensiero e patrimonio culturale, meriterebbe di essere maggiormente conosciuta e applicata. 

6. IL MIO POST PIU' BELLO

Non mi è possibile rispondere a questa domanda, in primis perchè non sta a me giudicare, e poi perchè ogni post è frutto di una mia esperienza, vissuta sul piano fisico oppure emotivo oppure frutto di entrambe le cose. 
Posso solo sperare che il lettore, curiosando un po' nel blog, possa trovare qualcosa con cui arricchire la propria personale esperienza, o trovare una voce simile alla sua nel momento particolare che sta vivendo. Quello, per lui, sarà il mio post più bello: quello che lo avrà arricchito, almeno  un po'.

7. IL POST DI CUI VADO PIU' FIERA

Come per la domanda precedente, non posso rispondere citando un post. Spero comunque di non avere ancora scritto il mio post migliore! 


Bene, credo di aver risposto a tutti i quesiti!
Grazie ancora ad Angie che mi ha dato questa opportunità di analisi sul blog! 
Vediamo come posso continuare la catena, citando i miei blog preferiti


un abbraccio a tutti i blogger e ai lettori che passano ogni tanto di quì, a presto!!

giovedì 17 novembre 2011

LA MATRIX DIVINA - GREGG BRADEN

Noi tutti, in quanto prodotti dell'Universo - che  delle stelle e delle rocce, e dell'acqua e dei minerali condividiamo l'essenza, e che proprio dall'Universo attingiamo energia, abbiamo in noi un potere immenso, divino.
Se potessimo utilizzare tutte le risorse della nostra mente, se sapessimo come fare, potremmo davvero cambiare tutto quello che non ci va, e ottenere tutto, ma proprio tutto quello che desideriamo. 
Ma abbiamo dimenticato la sola lezione che conta davvero: non sappiamo più comunicare con il nostro cuore, insegnargli a stare bene.
 Il male di vivere, ai nostri giorni, dilaga. Ci ritroviamo stressati, delusi, arrabbiati, pieni di invidia e rabbia a cui non sapremmo nemmeno dare una spiegazione. 
E, poichè - lo ribadisco! - è mia ferma convinzione che l'energia  (e dunque anche l'attività cerebrale, anche l'attività cardiaca, che sono di fatto rilevabili sotto forma di onde elettromagnetiche) influenzi la realtà, modificando la materia, ne consegue che ognuno di noi, semplicemente imparando a dirigere coscientemente i propri pensieri e i propri sentimenti, possa riuscire a creare il mondo secondo i propri desideri. 
E' un po' il concetto espresso da The Secret o "la legge di attrazione" , secondo la quale basta desiderare fortemente ciò che si desidera per "materializzarlo". Lo so, volete chiedermi se l'ho provato!
Ma certo! Solo che non ho la costanza, ahimè, di mettere in pratica quanto appreso. Non è il mio forte bandire i cattivi pensieri, prendere le cose alla leggera, fregarmene di quello che non va e non finire vittima dell'ansia, quindi, se attraverso un periodo di stress, è la fine! 
 Nella mia vita, comunque, ho spesso riscontrato che le cose vanno proprio così. Le cose belle mi capitavano sempre quando ero pronta ad accoglierle, quando ero sicura che sarebbero arrivate. Le brutte, idem!

Vi lascio al filmato, che ho trovato molto interessante. Premetto che non sono proprio il tipo di persona che prende tutto come oro colato, quindi il fatto che riconosca una certa verità nelle terorie di cui ho parlato e di quelle illustrate da Braden, nel video,  non significa che ne accetti ad occhi chiusi ogni concetto. 
Però, poichè non costa nulla, perchè non tentare?
Buona visione, e - se vi va -  fatemi sapere cosa ne pensate!



martedì 15 novembre 2011

IL PESCATORE

C'era una volta un pescatore molto povero che ogni mattina, all'alba, si svegliava per andare al lavoro.
Appena il chiarore dell'aurora illuminava la finestra della sua cameretta, il pescatore dava un bacio alla moglie, che gli dormiva accanto, si lavava con l'acqua del catino e indossava i suoi abiti vecchi, ma sempre freschi di bucato e molto  pratici e confortevoli. 
In cucina, si preparava una ricca colazione in stile emiliano, mettendo a friggere nello strutto un bel pezzo di gnocco che poi farciva con due fette di prosciutto crudo. Spesso ne preparava qualche pezzo in più da mettere nella sua bisaccia perchè, se per l'ora di pranzo gli fosse capitato di vedere qualche bella "mangiata", non sarebbe stato costretto ad interrompere la sua battuta di pesca proprio sul più bello, per poter mangiare a sua volta.
Col suo lavoro riusciva a guadagnare appena lo stretto necessario per mantenere sè stesso e la moglie, ma nella loro piccola e modesta casetta non mancava mai nulla. La moglie era molto brava a fare economia! Le bastavano qualche acciuga, un po' di farina, due uova e un po' di verdura per preparare un pranzo degno di un re!  E se alle volte avanzava qualcosa, certo in casa loro non veniva buttato!  La moglie del pescatore era bravissima a ricavare ghiotte polpette, prelibate frittele, ottime conserve e altre sorprendenti delizie dal cibo che non riuscivano a finire in giornata. E la sera, dopo cena, non mancavano mai di concedersi un buon bicchiere di vino, comodamente seduti davanti al camino. 
Il pescatore amava il suo lavoro, e non vi era giorno in cui, la prospettiva della meravigliosa giornata che aveva davanti, non gli facesse dimenticare il rammarico di dover abbandonare il calore delle coperte e dell'adorata moglie così di buon'ora. Era il mestiere che gli aveva insegnato suo padre, ma per lui, prima di essere un lavoro, era una vera e propria passione! Bisognava conoscere i pesci, i loro gusti, il loro modo di attaccare l'esca.  Poichè essi rimanevano  nascosti negli abissi, il pescatore doveva indovinarne le mosse semplicemente osservando i movimenti del galleggiante o della punta della canna. Era una sfida emozionante, sempre accesa e diversa!
     Un dolce pomeriggio di inizio estate, il pescatore - messa in pastura la propria esca - se ne stava comodamente sdraiato sulla riva del fiume. Aveva appena mangiato un delizioso sformato di patate che la moglie gli aveva messo nella bisaccia la sera prima e, scolata una bottiglia di vino che aveva messo a rinfrescare nell'acqua del fiume, si era ritrovato ad ammirare il soffice disegno di una nuvola contro l'azzurro del cielo, e ora avvertiva il dolce torpore del sonno invitarlo al riposo. 



 
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Pescatori a riposo
Renato Gattuso




Mentre si abbandonava alla semplice pienezza del proprio esistere, udì uno scalpiccio di zoccoli avvicinarsi dalla valle circostante. Riscosso dal suo torpore, si alzò sui gomiti e vide un cavaliere galoppare verso di lui. Avvicinandosi  al pescatore,  il cavaliere ridusse  l'andatura del proprio cavallo fino a fermarglisi accanto. 
"Salve, buon uomo!" lo salutò il cavaliere, smontando dalla sella.  Indossava un abito di puro cotone, dal taglio moderno e finemente decorato, e  al fianco portava una spada scintillante, dall'elsa d'oro.
"Salve, signore" rispose il pescatore, colpito dalla bellezza e dalla classe del nobile.
"Non lo sai, forse, che chi  dorme non piglia pesci?"
"Stavo guardando una nuvola bianca bianca, guardavo com'era bella, così bianca contro il cielo blu, e devo essermi appisolato." rispose il pescatore.
"Ma se vuoi pescare, non è alle nuvole che devi pensare!" lo rimproverò il cavaliere, sedendosi accanto a lui.
"E perchè mai dovrei perdermi un simile spettacolo, signore, quando mi si presenta spontaneamente agli occhi?" domandò il pescatore.
"Che domande! Perchè, se ti concentri sulle nuvole, non vedi se una trota ti tira giù il galleggiante!"
"Ma, signore, io le mie trote le conosco così bene che non ho bisogno di guardare il galleggiante per sapere quando una ha abboccato al mio amo!" replicò il pescatore.
"Ah sì!? Dimostramelo!" lo sfidò il cavaliere. Si tolse dalla tasca un foulard di seta e lo strinse bene intorno alla testa del pescatore, bendandogli gli occhi. 
Pochi minuti dopo  il pescatore avvertì una leggera vibrazione nella canna che teneva in mano, e seppe che una trota aveva assaggiato la sua esca. Ma era ancora troppo presto per tirare! Attese che i colpi diventassero più regolari e, quando sentì che la canna quasi gli sfuggiva di mano, vibrò un brusco colpo verso l'alto, tirò verso di sè due bracciate di filo e poi lo allentò gradualmente, dando spago al pesce che, libero di nuotare un po' più in profondità, si stancava e perdeva le proprie energie senza rischiare di rompere il filo.  La lotta durò qualche minuto, finchè il pescatore, senza fretta, recuperò dall'acqua tutto il filo e da ultimo un pesce dalle squame argentee,  che mostrò al cavaliere come un trofeo.
"Vedete? Non occorre privarsi della bellezza, per poter pescare."
"Sono davvero impressionato!" replicò il cavaliere. "Ma, quello che intendevo dire è che, se intendi pescare per mestiere, ti servirà ben altro che una canna di salice e un logoro spago!" 
"E perchè mai?" domandò il pescatore "Ho sempre pescato con questo!"
"Sì, ma dovresti provare una vera canna da pesca e un vero filo! Di quello che non si spezzerebbe neanche se abboccasse uno squalo!" 
"Ma, signore, non posso permettermi queste cose!" rispose il pescatore.
"Certo che non puoi! Guardi le nuvole invece di pescare, e ti limiti ad usare una ridicola canna di salice e del logoro spago!" rispose il cavaliere "se tu, invece di abbandonarti a futili pensieri, ti concentrassi maggiormente sul risultato e buttassi nel fiume due lenze, invece che una sola, raddoppieresti il numero di pesci catturati e, nel giro di una settimana, potresti comprarti una vera canna da pesca."
Il pescatore si grattò il capo, pensoso. "E a cosa mi servirà avere una vera canna da pesca?"
"Che domande!" commentò il cavaliere "Ti servirà a prendere più pesci, e più grossi! Vedrai, ragazzo, se fai come ti dico aumenterai talmente i tuoi guadagni che in breve potrai permetterti una barca a remi!"
"E a cosa mi servirà avere una barca a remi?" chiese il pescatore, che tra l'altro non sapeva nuotare ed avrebbe avuto paura di trovarsi a galleggiare nel bel mezzo del Po, lontano dalla riva.
"Giovanotto, ma sei proprio ottuso!" sbottò il cavaliere "Con una barca potresti raggiungere tutte le zone del fiume, gettando la tua lenza dove più ti piace! Pescando dalla riva, come fai ora, puoi forse sperare di prendere quei pochi pesci che si trovano a passare accanto alla tua sponda, che saranno poco più di un quindici percento di quelli che nuotano nel fiume!"
Il pescatore sembrava perplesso. "E invece, se pescassi a bordo di una barca, quanto pesce potrei sperare di prendere?"
Il cavaliere inarcò le sopracciglia, muovendo appena le labbra in un rapido calcolo: "Ad occhio e croce, potresti prendere il trenta percento dei pesci totali del Po!"
"Sarebbero un mucchio di pesci!" commentò il pescatore "Decisamente molti ma molti di più rispetto a quelli che ho bisogno di catturare per mantenere me e mia moglie!"
"Già!" convenne il cavaliere, soddisfatto di aver dato un ottimo consiglio al suo nuovo amico.
"Ma, signore, a cosa potrebbe servirmi guadagnare molto più di quanto abbia bisogno per vivere?"
Il cavaliere non credeva alle proprie orecchie! Quell'uomo vestito di stracci era talmente abituato alla sua povertà da non riuscire nemmeno ad immaginare di poterne uscire! Di più: sembrava addirittura non desiderare di migliorare la propria condizione! Pazientemente, provò a dipingere per lui un futuro di tutto rispetto, insegnandogli i colori a cui – a causa della sua indigenza - era totalmente cieco.
"Per esempio, se guadagnassi tanto, potresti pagare degli uomini perchè lavorino per te!"
Ma il pescatore aveva proprio la testa dura!
"E a che cosa mi servirebbe avere dei dipendenti, se già guadagnassi moltissimo anche lavorando da solo?"
"Ma scusa, prova a riflettere!" insistette il cavaliere "Se lavoraste in due, raddoppiereste il pescato! E, di questo passo, in capo a una decina d'anni potresti addirittura permetterti un vero peschereccio! A quel punto, il denaro guadagnato in precedenza ti servirà tutto, perchè un peschereccio ha bisogno di una ciurma."
"Una ciurma?"
"Sì, ragazzo! Un gruppo di pescatori di cui tu saresti il capitano, il capo, e che farebbero tutto quanto il lavoro al posto tuo!"
"Già, ma... se i miei uomini facessero tutto quanto il lavoro, io poi cosa farei? Non potrei più pescare?" domandò il pescatore con disarmante candore.
"Amico, certo che potrai pescare, sarai tu il capo! Ma solo se desideri farlo, per tuo diletto, per passione! E potrai startene comodamente sdraiato, a bere vino e a guardare le nuvole!"



Questa favoletta mi è stata raccontata da un uomo-cicala, mio padre. 
Non so dove l'abbia sentita (anzi, se qualcuno sapesse citarne la fonte mi farebbe felice!)  me la raccontò una volta e così ho deciso di scriverne il concetto, modificandone  personaggi (non ricordo gli originali) e dialoghi ma mantenendone il succo.
 Trovo che esprima bene il suo concetto del lavoro (di mio padre, intendo!) , che condivido.
Vorrei solo che fossimo in tanti a pensarla così, a capire che si deve lavorare per vivere, e non vivere per lavorare!
Perchè, alla fin fine, non ha molto senso possedere una bellissima casa, se non si ha il tempo materiale di viverla, o avere una meravigliosa auto, se questa ci serve solo per noiosi viaggi di lavoro e ci manca il tempo per portare al mare chi amiamo. 
Accumulare ricchezze per il semplice gusto di farlo non ha senso. Per quanto magnificente e grandioso possa essere il nostro funerale, il denaro faticosamente risparmiato non ci sarà di alcun giovamento nella tomba!
Il denaro non può e non deve diventare un fine, perchè è proprio questo a renderlo sporco, a rendercene schiavi.   Invece, dovremmo ricordare che esso è solo il mezzo che ci permette di assaporare al meglio la vita, questo tempo meraviglioso che ci è stato concesso e che non tornerà. 
Quando abbiamo smesso di accontentarci di quanto abbiamo? Perchè dannarsi per tutta la vita, quando basterebbe aprire gli occhi su quanto già possediamo, per capire di essere esattamente felici così, che non ci serve altro per stare bene?
Devo ammettere che, un pochino, lo invidio il nostro amico pescatore! Fa quello che ama, e quello che ama fare gli permette di mantenere sè stesso e la moglie. Difficile immaginarlo stressato! A meno che, forse, non decida di seguire i consigli del nobile cavaliere!

venerdì 11 novembre 2011

NOVEMBRE D'INVERNO E MORTE

E' tornato il periodo dell'anno che più detesto: l'Inverno. In particolare Novembre è il mese che mi fa sentire peggio, più sola e "mortale". E' il mese in cui, più di ogni altro, governa la Morte, fredda e spietata regina. Non a caso la festa dei morti cade proprio in novembre, e non a caso il segno zodiacale che governa questo mese è lo Scorpione, il Signore degli Inferi, simbolo della dualità della natura e delle passioni: vita-morte, amore-odio, piacere-dolore. Governato da Plutone e Marte, proprio come l'Ariete, lo Scorpione ne rovescia però  i dominii notturni e diurni, diventando il simbolo della temporanea morte della terra, congelata in una bara di ghiaccio per il sonno invernale. Il tempo del dolce Aprile, dell'esplosiva scintilla di vita dell'Ariete, che rimetterà in moto la ruota dello Zodiaco e della Vita, è ora lontanissimo.
 In questo periodo la "mia" pianura padana, abbandonati i vivaci colori dell'autunno, si veste di nebbia e di grigio. Ai lati delle strade di periferia, i rami spogli e scuri degli alberi emergono l'uno dopo l'altro dai vapori della nebbia come spettri famelici,  allungando le loro dita nodose verso il passante. Qualsiasi landa, che fino a pochi giorni prima non era che un amorevole grembo soffice d'erba, sul quale sarebbe stato dolce riposare, diventa adesso, nell'oscuro Novembre, una palude fangosa in cui il passo affonda, come se la terra stessa aprisse le proprie fauci per inghiottire chi ha ancora in sè la scintilla della Vita. 





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Odio Novembre, in un giorno di questo mese, tanti anni fa conobbi la Morte. 
So di essere in buona compagnia. Giovanni Pascoli, il poeta ossessionato dalla Morte, che meglio e più di ogni altro ha saputo trattarla nelle sue opere, non poteva non dedicare i suoi versi a questo mese. 
Ma possiamo trovare altri esempi anche ai nostri giorni. 
Eros Ramazzotti (uno Scorpione, guarda caso!) ha scritto "Sta passando Novembre", una canzone dolcissima che parla della morte prematura di una ragazza. 



GIOVANNI PASCOLI : NOVEMBRE
Gemmea l'aria, il sole così chiaro
che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,
e del prunalbo l'odorino amaro
senti nel cuore...


Ma secco è il pruno, e le stecchite piante
di nere trame segnano il sereno,
e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante
sembra il terreno.

Silenzio, intorno: solo, alle ventate,
odi lontano, da giardini ed orti,
di foglie un cader fragile. E' l'estate
fredda, dei morti.  



EROS RAMAZZOTTI: Sta passando novembre


E' per te
questo bacio nel mento,
te lo manderò lì
con almeno altri cento.
E' per te,
forse non sarà molto,
la tua storia, lo so,
meritava più ascolto
e magari, chissà,
se io avessi saputo,
t'avrei dato un aiuto.
Ma che importa oramai,
ora che?
Puoi prendere per la coda una cometa
e girando per l'universo te ne vai,
puoi raggiungere, forse adesso, la tua meta,
quel mondo diverso che non trovavi mai.
Solo che
non doveva andar così,
solo che
tutti ora siamo un po' più soli qui.
E' per te
questo fiore che ho scelto,
te lo lascerò lì
sotto un cielo coperto.
Mentre guardo lassù,
sta passando novembre
e tu hai vent'anni per sempre.
Ora che?
puoi prendere per la coda una cometa
e girando per l'universo te ne vai,
puoi raggiungere, forse adesso, la tua meta,
quel mondo diverso che non trovavi mai?
non trovavi mai?
puoi raggiungere, forse adesso, la tua meta,
quel mondo diverso che non trovavi mai.
Solo che non doveva andar così,
solo che tutti ora siamo un po' più soli?
tutti ora siamo un po' più soli qui?
è per te. 





Con una tazza di tè fumante e qualche biscotto, avvolta nella coperta più calda che trovo, mi ritrovo a riscrivere il titolo di una canzone dei Green Days, che peraltro adoro.
Please,
           wake me up when November ends!


domenica 30 ottobre 2011

WAITING FOR HALLOWEEN

Anche quest'anno è arrivata una delle mie festività preferite: HALLOWEEN!! Ed io non sto più nella pelle!
Sono un'amante dei cosplay, o giochi di ruolo, e quindi per me Carnevale ed Halloween sono ottime occasioni per poter assecondare la "mia natura" e inventare così sempre nuovi costumi da indossare. In questo, sono peggio di una bambina! Già a Carnevale comincio a pensare a quale costume indosserò ad Halloween, e viceversa. Devo dire che, a trent'anni suonati, i miei amici hanno da tempo passato questa fase, ma io non mi arrendo! Anche a settant'anni continuerò a confezionarmi costumi stravaganti e a sfoggiarli come nulla fosse!
Adoro creare atmosfere, preparare la casa come fosse un piccolo set cinematografico, occuparmi delle musiche...pensandoci, forse avrei avuto un futuro come organizzatrice di eventi, e mi sarei anche divertita un mondo! (vedi cosa abbiamo combinato nel 2009!)
Comunque, il costume è pronto! Il merito è in gran parte di Luisa, che ha pazientemente sforbiciato e cucito (io sono negata per il cucito!!) mantello e tunica. A me è rimasta l'incombenza di fabbricare l'elmo e il fodero della spada. Ah, e lo scudo, naturalmente.
Allora, avete indovinato da cosa mi vestirò?
Ma da Cavaliere Templare, naturalmente! :-D
Non è proprio un costume da Halloween, potrebbe obiettare qualcuno.  Sarebbe stato meglio prepararne uno da zombie o da strega, per meglio entrare nell'atmosfera della notte in cui la porta del regno dei morti si apre sul nostro mondo. Invece io trovo che l'abito dei Templari abbia un che di sinistro, qualcosa di fortemente inquietante, che si può adattare perfettamente all'occasione. E poi intendo sfoggiarlo anche a Lucca Comics, cui - tempo permettendo - parteciperò martedì 1 novembre, giustificando la mia mise in relazione al videogioco "Assassin's creed", popolato proprio da Templari.
Dopo questa anticipazione, vediamo se quest'anno Halloween si farà perdonare! L'anno scorso, infatti, non ha ricambiato il mio amore e mi ha trattato piuttosto male, portandomi via una cosa a cui tenevo moltissimo e gettandomi nello sconforto più nero.
Halloween, scherzavo! So che tu non c'entri, e che anche stavolta, come fai dall'inizio del Tempo, ti limiterai a catalizzare le energie dei due mondi (vibrazioni delle stringhe di due mondi paralleli? Forse!)  per gettare un ponte tra noi e chi abbiamo perso;  per ricordarci che questo addio non è che momentaneo, che la distanza che ci separa dai nostri cari non è incolmabile nè tantomeno assoluta.
 A presto, ritornerò con tante belle foto, spero!!

sabato 22 ottobre 2011

VALLE DELLE FERRIERE - Amalfi e Ravello

Sabato scorso abbiamo visitato la Valle delle Ferriere, splendida perla mediterranea alle porte di Amalfi, paradossalmente poco conosciuta, almeno dagli stessi campani. I turisti stranieri invece, più avvezzi di noi italiani alle scarpinate nel verde, non mancano di aggiungere questa tappa ai "luoghi da visitare", e a piena ragione!
Lungo il percorso, allietato da spettacolari scorci paesaggistici, è possibile ammirare autentiche rarità botaniche, come ad esempio la felce gigante woodwardia radicans , sopravvissuta alla glaciazione, oppure la pianta carnivora pinguicula hirtiflora . Ma il pezzo forte dello spettacolo è offerto dalla cascata che chiude la visita, alta 20 metri e incastonata in un piccolo canyon sulle cui pareti, verdissime per il muschio che vi cresce in abbondanza,  l'acqua gioca creando splendidi effetti scenografici.
Lo sguardo indelebile della mia piccola Samsung ha raccolto queste immagini. Spero vi piacciano e...alla prossima avventura!!!